Nubifragio nel Bresciano
in foto: Nubifragio nel Bresciano

Il Comune di Brescia ha richiesto ufficialmente il riconoscimento dello stato di emergenza in seguito ai danni causati dalla bufera di lunedì 12 agosto 2019, quando il maltempo ha flagellato il comune lombardo causando ingenti danni. Il bilancio non è ancora stato ultimato, ma la cifra complessiva si aggira intorno ai due milioni di euro almeno. La bufera si era abbattuta su diverse zone della città (in particolare San Polo, Lamarmora, Fornaci e Villaggio Sereno) e della provincia; le zone più duramente colpite erano state Castel Mella, Flero e Torbole. Il forte vento e la pioggia torrenziale avevano spazzato via alberi, scoperchiato case e allagato i sottopassi, rendendo inservibili diverse strade.

La richiesta è stata formalizzata dal vicesindaco, Laura Castelletti, che l'ha inoltrata agli uffici della Regione Lombardia in considerazione "degli ingenti danni subiti da beni di proprietà sia pubblica sia privata". "In particolare – si legge nella nota della giunta comunale di Brescia – sono stati coinvolti dai danneggiamenti edifici, recinzioni, beni mobili,  alberature, giochi, arredi urbani, segnaletica verticale, manufatti stradali e impianti di erogazione di servizi pubblici".

Cosa è la supercella che ha colpito Brescia

La "supercella" che ha colpito Brescia, la seconda nel giro di pochi giorni sulla stessa zona, è un temporale al cui interno si verificano delle correnti che portano alla nascita di un "mesociclone", un vortice d'aria atmosferico; nella classificazione dei temporali, le supercelle sono la tipologia più rara ma anche quella più potente e quindi potenzialmente più pericolosa e, a causa della presenza del mesociclone, sono quelle che hanno le maggiori probabilità di generare un tornado.