Suicida in carcere l’uomo che a Cremona uccise la moglie e il figlio dei vicini

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L’uomo che nel gennaio del 2018 uccise a Cremona sua moglie e il figlio dei suoi vicini di casa, un bimbo di soli tre anni, si è impiccato all’interno della sua cella nel carcere di Pavia. Il cadavere di Wu Yongqin è stato trovato dagli agenti della polizia penitenziaria poco tempo dopo il decesso, avvenuto la scorsa domenica.
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Wu Yongqin, il cinese di 51 anni che nel gennaio del 2018 uccise a Cremona sua moglie e il figlio dei suoi vicini di casa, si è suicidato nel carcere di Pavia dove avrebbe dovuto scontare una pena di vent'anni di reclusione. L'episodio è avvenuto nella giornata di domenica 16 febbraio, quando l'uomo ha deciso di togliersi la vita impiccandosi all'interno della sua cella. Il cadavere di Wu Yongqin è stato trovato dagli agenti della polizia penitenziaria, che hanno subito avvertito Luca Curatti, l'avvocato che aveva difeso il 51enne cinese durante il processo. A riportare la notizia della tragica fine del 51enne è stato il quotidiano online Cremona oggi.

La dinamica del duplice omicidio

Era il 28 gennaio del 2018 quando l'uomo, armato di mannaia, uccise la moglie e il bambino di tre anni che gli era stato affidato temporaneamente dai genitori, suoi vicini di appartamento all'interno del condominio di via Fatebenefratelli. La donna era stata colpita a più riprese, come dimostrarono le tracce di sangue sparse per tutta la casa, mentre il piccolo era morto in ospedale, successivamente al ricovero. Durante il processo, che si è svolto con la formula del rito abbreviato, Wu Yongqin era stato riconosciuto con un vizio parziale di mente, che aveva portato a una riduzione della pena. Dopo il duplice omicidio il cinese aveva confessato tutto agli inquirenti, ammettendo le sue responsabilità e spiegando che all'origine dell'ultima discussione con la moglie ci sarebbe stato un problema burocratico con il passaporto. Il 51enne già prima di commettere il delitto era seguito dagli assistenti sociali, a causa dei suoi problemi di ludopatia e per via di un tentato suicidio.

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