Spacciano e picchiano i cinque figli: genitori allontanati dalla casa di famiglia a Milano

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Due genitori 40enni sono stati allontanati dalla loro casa alla periferia sud di Milano da un giudice del capoluogo lombardo. I due sono accusati di spaccio di droga e di maltrattamenti nei confronti dei loro cinque figli, quattro dei quali minorenni. La coppia aveva avviato allo spaccio il loro figlio maggiorenne: il giudice ha parlato di “situazione esplosiva”, decidendo di allontanare i due dalla loro abitazione.

Spacciavano droga nel loro quartiere e picchiavano i loro cinque figli, quattro dei quali minorenni. Questi i poco edificanti episodi che hanno spinto un giudice milanese ad allontanare dalla casa di famiglia una coppia di genitori, imponendo loro il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dai figli. Il singolare provvedimento è stato preso dal giudice per le indagini preliminari dopo le indagini del Nucleo tutela donne e minori della polizia locale di Milano, coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Letizia Mannella, a capo del pool che si occupa dei reati ai danni di soggetti deboli. I due genitori allontanati da casa sono due 40enni: secondo quanto emerso dalle indagini, condotte anche attraverso l'installazione di microspie nell'appartamento alla periferia sud di Milano dove i due vivevano assieme ai loro figli, i genitori oltre a maltrattare i ragazzini li costringevano a inalare il fumo della droga che, oltre a spacciare, consumavano. I due 40enni avevano anche coinvolto il figlio maggiorenne nello spaccio dello stupefacente, nello specifico hashish. Anche per questo il gip, non potendo disporre i domiciliari e volendo sottrarre i figli dall'influenza dei genitori, ne ha disposto l'allontanamento. Il maggiorenne vivrà in casa da solo: i suoi fratellini più piccoli, infatti, sono stati portati in una casa protetta.

Determinanti per le indagini sono state, oltre alle prove acquisite tramite le microspie, anche le segnalazioni giunte dagli insegnanti e dai genitori di compagni di scuola dei bambini dei 40enni, che in alcuni casi avevano visto la coppia schiaffeggiare i figli in pubblico. In privato la situazione era ancora più drammatica: nella sua ordinanza il giudice ha parlato di una "situazione familiare quanto mai esplosiva, potenzialmente foriera della commissione di reati ancora più gravi, tenuto conto anche del pericolo all'integrità fisica a cui sono costantemente esposti" i figli dei 40enni. Le violenze e i maltrattamenti erano un "modus vivendi": "Le angherie, i soprusi, le violenze e le umiliazioni rappresentano per i due indagati le modalità ordinarie con cui gestiscono i rapporti familiari". Da qui dunque il pericolo che, lasciati in casa, i genitori potessero reiterare i loro comportamenti: "Nessuno questa volta ha voltato lo sguardo da un'altra parte – ha detto il procuratore aggiunto Mannella – a cominciare dagli insegnanti nel loro ruolo istituzionale proseguendo con i genitori degli altri ragazzi".

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