È scattato questa mattina alle prime luci dell'alba l'arresto del 43enne Pietro Sandrini, fratello di Arno, ritrovato senza vita lo scorso 1° marzo a Sorico, in provincia di Como. L'uomo nei confronti del quale i carabinieri della Compagnia di Menaggio hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Como, è accusato dell'omicidio del fratello. Secondo quanto emerso dalle lunghe e incessanti indagini di questi cinque mesi portate avanti nell'ambito dell'inchiesta denominata "Nigolo", il 43enne avrebbe colpito il fratello di 50 anni con un'arma da taglio al culmine di una lite nata perché il fratello maggiore non aveva pagato la bolletta della luce: l'azienda elettrica aveva così sospeso l'erogazione della corrente, cosa che avrebbe spinto Pietro Sandrini prima a picchiare il fratello e poi a ferirlo mortalmente alla gamba, con un taglierino o un coltello molto affilato.

Omicidio Sorico: l'arresto dopo cinque mesi di indagini

Il corpo di Arno Sandrini, paziente affetto da problemi psichiatrici, fu ritrovato senza vita lo scorso marzo nel suo appartamento di Sorico, che condivideva proprio col fratello Pietro. Era disteso sul letto in camera: sulla gamba aveva una profonda ferita da arma da taglio oltre a diversi ematomi sul corpo dovuti, si pensò all'epoca del ritrovamento, a precedenti ferite. A trovarlo i famigliari preoccupati del fatto che non avesse chiamato per esser accompagnato a ritirare le pensione. Il 50enne fu trovato con indosso dei pantaloni che non presentavano tagli, prova del fatto che fossero stati indossati dopo che fu provocata la ferita: in un primo momento si pensò a un incidente ma quel particolare (come ha fatto un uomo con quella profonda ferita a indossare i pantaloni) insieme ad altri indizi hanno spinto la procura ad aprire un'inchiesta e portare avanti le indagini concluse oggi con l'arresto del fratello. Arno e Pietro Sandrini sono i fratelli di Alfredo, ucciso a colpi di arma da fuoco nel 2014 sulla pista ciclabile di Gera Lario, un delitto scaturito da un debito di droga tra la vittima e Franco Cerfoglio, pescatore di Domaso, condannato in via definitiva a 18 anni per l’omicidio.