(Immagine di repertorio)
in foto: (Immagine di repertorio)

Un tuffo da diversi metri d'altezza nel ramo lecchese del lago di Como, qualcosa che va storto e l'urto contro delle rocce. Sarebbe questa la dinamica di un incidente occorso a un uomo di 39 anni nella serata di ieri, domenica 25 agosto. L'uomo, un turista straniero, si trovava assieme ad alcuni amici sulla passerella della zona delle gallerie di Borbino, ad Abbadia Lariana, quando ha deciso di tuffarsi in acqua. Il tuffo da diversi metri d'altezza non è però andato come sperato: gli amici si sono subito resi conto che qualcosa era andato storto e hanno chiamato i soccorsi.

La segnalazione all'Azienda regionale emergenza urgenza è arrivata qualche minuto prima delle 20: sul posto sono intervenute un'automedica e un'ambulanza. Gli equipaggi dei due mezzi di soccorso hanno recuperato il ferito e lo hanno stabilizzato sul posto: successivamente l'uomo è stato trasportato in ambulanza in codice rosso all'ospedale Manzoni di Lecco, dove è giunto circa un'ora dopo essere stato soccorso. Le sue condizioni sarebbero gravi: stando a quanto ricostruito l'uomo, nel tuffo, avrebbe urtato alcune rocce riportando un grave trauma alla schiena.

La moda dei tuffi pericolosi nonostante i divieti

Non è purtroppo la prima volta che si verificano incidenti a causa di tuffi pericolosi nel lago. In diversi comuni lecchesi e lariani vige dal 2007 un divieto di lanciarsi in acqua da punti considerati pericolosi, anche se "ricercati" da spericolati bagnanti per provare emozioni forti: nel giugno dello scorso anno un 27enne era rimasto ferito proprio ad Abbadia Lariana dopo un tuffo dalla galleria del Moregallo, uno dei tanti punti che nonostante i divieti vengono scelti come trampolini da diverse persone.