Il furgone usato per sfondare la recinzione della caserma dei carabinieri
in foto: Il furgone usato per sfondare la recinzione della caserma dei carabinieri

Un furgone lanciato a tutta velocità contro la recinzione della caserma dei carabinieri. È successo nella notte tra lunedì 13 e martedì 14 gennaio, a Sesto San Giovanni, comune dell'hinterland milanese. Protagoniste di questo increscioso episodio tre donne di origine bosniaca, che in seguito all'arresto di un loro parente hanno pensato bene di schiantarsi, a bordo di un Iveco bianco, sull'inferriata protettiva all'esterno del parcheggio della caserma. "Un gesto di protesta" per quanto accaduto al giovane figlio di una delle tre, che era finito in manette poco prima, in quanto irregolare sul territorio italiano. La madre del ragazzo alla guida del furgone è stata a sua volta arrestata con l'accusa di distruzione di un'opera militare.

La ricostruzione di quanto accaduto

Le tre donne si sono presentate alla caserma di Sesto san Giovanni per consegnare al giovane arrestato vestiti e altri beni di prima necessità. Insieme alla madre dell'arrestato erano presenti anche la moglie e la sorella minore. Come confermato a Fanpage.it le donne, una volta lasciati gli uffici della caserma, hanno iniziato a manifestare la propria contrarietà all'arresto del giovane. Le rimostranze hanno raggiunto il culmine quando la mamma del 26enne ha deciso di sfondare la recinzione della caserma con il suo furgone: per fortuna il tentativo è terminato solo con la rottura di parte della recinzione e senza nessun altra conseguenza. Oltre all'accusa di distruzione di opera militare, la donna adesso dovrà far fronte anche alle contravvenzioni della polizia locale che le contesta: eccesso di velocità, danneggiamento in seguito a sinistro stradale e superamento del numero di persone ammesse a bordo del veicolo.