Decine di migliaia di lavoratori sono scesi in piazza a Milano per chiedere un "futuro per l'industria" e di rimettere il lavoro al centro del dibattito politico. La manifestazione dei metalmeccanici in occasione dello sciopero indetto da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil ha invaso il centro del capoluogo lombardo. Per gli organizzatori hanno sfilato oltre 30 mila persone. Ad aprire la manifestazione lo striscione ‘Futuro per l'industria' . In testa il segretario della Fim Marco Bentivogli, la ex segretario Cgil Susanna Camusso e il segretario della Cgil (ed ex leader delle tute blu della Fiom) Maurizio Landini

Bentivogli: Il governo fa come Schettino

"In questa permanente campagna elettorale il governo fa come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave" ha detto Marco Bentivogli, segretario Fim-Cisl, "questa è la piazza per la democrazia, contro il fascismo e per il lavoro". Quella di oggi a Milano, Firenze e Napoli "è stata la risposta dei metalmeccanici all'assenza del governo e alla sua incapacitàdi incidere nelle politiche industriali", ha spiegato il segretario delle Fim-Cisl Lombardia, Andrea Donegà. "Ci aspettiamo che l'esecutivo metta al primo posto gli investimenti su industria e lavoro".

Landini: Non escluso uno sciopero generale

Il segretario della Cgil, Maurio Landini, non esclude che si vada verso uno sciopero generale: "Quello lo valuteremo assieme, s il governo continua a non ascoltarci, visto che adesso deve decidere cosa fare rispetto all'Europa e con la legge di Stabilità,  è chiaro che non escludiamo nulla". "Dopo la grande manifestazione di Milano e quelle di Napoli e Firenze, il governo dovrà tener conto della voce dei lavoratori e delle lavoratrici", afferma il segretario generale della Fiom-Cgil Lombardia, Alessandro Pagano.