Interno del Teatro alla Scala di Milano
in foto: Interno del Teatro alla Scala di Milano.

Si terrà nella mattinata di domani, venerdì 4 ottobre, un incontro tra i vertici del Teatro alla Scala e i sindacati che nei giorni scorsi hanno minacciato lo sciopero a partire dal 18 ottobre, data che coincide con la prima del Giulio Cesare di Georg Friedrich Händel, per protestare contro il mancato accordo sull'adeguamento delle diarie in tournée all'estero. "Il sovrintendente Alexander Pereira ci ha comunicato che è disponibile a incontrarci come avevamo chiesto", ha spiegato a Fanpage.it Paolo Puglisi, segretario di Slc Cgil Lombardia, "abbiamo convenuto che venerdì 4 ottobre alle ore 9 ci sarà una riunione in cui cercheranno di spiegarci come intendono affrontare e risolvere il problema".

Da dove nasce il problema delle diarie che ha portato alla proclamazione dello sciopero?

Nel mese di maggio avevamo siglato un accordo con la direzione del teatro per alzare le ‘indennità di disagio all'estero' che i lavoratori ricevono per le spese aggiuntive quando si trovano in tournée nei paesi dove la vita costa molto. L'accordo serviva a superare i paletti imposti dalle tabelle ministeriali. (Alla Scala infatti, pur essendo una Fondazione di diritto privato, per legge si applicano i criteri del pubblico impiego, tra i quali le trasferte all'estero con determinati massimali per quanto riguarda vitto e alloggio). Ma ci sono destinazioni dove le diarie previste non sono sufficienti a coprire i costi e per questo era stato siglato un accordo con la direzione per alzarle".

Perché l'accordo firmato a maggio è stato bloccato?

Il consiglio di amministrazione, su segnalazione da parte del presidente del collegio sindacale, ha bloccato l'accordo perché non rispettava le normative. Una mossa del genere ce la saremmo aspettata magari dalla Corte dei conti, non dal Cda stesso dopo che con la direzione si era trovata una soluzione, tanto più che il teatro ha autonomia organizzativa. Da qui la dichiarazione di stato di agitazione e la minaccia di sciopero.

Avete ricevuto rassicurazioni?

Sì. Il sovrintendente Pereira ci ha comunicato che è disponibile a incontrarci come avevamo chiesto. Abbiamo convenuto che venerdì 4 alle ore 9 ci sarà una riunione in cui cercheranno di spiegarci come intendono affrontare e risolvere il problema. Il sindaco Giuseppe Sala (che è anche presidente della Fondazione Teatro alla Scala, ndr) si è impegnato a parlare con il ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini, per trovare una soluzione legislativa. Da quello che abbiamo capito potrebbe essere inserita una norma nella finanziaria per intervenire sulle tabelle ministeriali. Noi chiediamo che sia data al Teatro alla Scala la possibilità di trattare con il sindacato al di là delle griglie ministeriali o che vengano incrementate le tabelle solo per la Scala e il Santa Cecilia di Roma.

I lavoratori guardano con fiducia al futuro del teatro?

Io credo che la Scala sia davvero un'eccellenza e abbia buona prospettive grazie al momento positivo di Milano. Abbiamo chiesto al sindaco e alla direzione del teatro un incontro con i due sovrintendenti (Alexander Pereira, in uscita, e Dominique Meyer, in arrivo già da dicembre ndr) per avere garanzie sulla programmazione del teatro, sul mantenimento dei livelli produttivi e dell'organico. Ora è indispensabile ampliare le attività e costruire la cittadella del Teatro alla Scala per accogliere i laboratori e l'accademia. Il sindaco ci ha rassicurato che il progetto sta procedendo, è stata individuata un'area in via Rubattino. È una soluzione che va nella direzione giusta per confermare la Scala tra le eccellenze mondiali.