"Quella di San Siro non è una zona privata dove si può fare ciò che si vuole. Sia lo stadio che l'area sono di proprietà del Comune e quindi le decisioni spettano al consiglio comunale e ai cittadini milanesi, che hanno tutto il diritto di esprimersi su quella che è a tutti gli effetti una loro proprietà. Per questo da settembre partirà una mobilitazione popolare e una raccolta firme per indire un referendum cittadino". Al presidente del Municipio 7 di Milano, Marco Bestetti, il progetto di Inter e Milan per il futuro dell'area di San Siro non piace per niente. E come lui la pensano anche molti comitati di cittadini della zona. Le società calcistiche milanesi hanno consegnato ufficialmente al comune di Milano il masterplan del progetto che prevede l'abbattimento dello storico Meazza e la realizzazione di un nuovo impianto con maxi area commerciale, per un totale di 1,2 miliardi di investimenti. Un progetto che, in attesa dell'analisi del dossier da parte dei tecnici di Palazzo Marino, molti vogliono già bloccare.

San Siro: da settembre raccolta firme per fermare l'abbattimento

"Da settembre, con il Comitato ‘No demolizione di San Siro', promuoveremo una grande mobilitazione popolare in difesa dello stadio per raccogliere le firme previste per l'indizione di un referendum cittadino", ha annunciato oggi Bestetti "È fondamentale che le società siano uscite allo scoperto, perché fino a due giorni fa si discuteva di ipotesi ventilate in qualche dichiarazione o nelle anticipazioni dei giornali, spesso fantasiose. Il fatto che sia stata depositata una proposta con un primo rendering è un passo avanti da cui costruire il resto", sottolinea il presidente di municipio intervistato da Fanpage.it. "Ora aspettiamo che gli uffici comunali studino il progetto di fattibilità, perché la proposta sembra già non conforme al Pgt, visto che le volumetrie sono il doppio di quanto previsto", spiega Bestetti.

Il presidente del municipio: No a offerte ‘prendere o lasciare'

"Sono molto critico sul metodo prima ancora che sul merito. Trattano lo stadio come un affare loro e basta. Non è un caso, infatti, che ci sia un'opposizione così trasversale a un progetto che porta oltre un miliardo di investimenti", spiega l'esponente di Forza Italia. "Con un referendum invece si riporta la decisione alle matite dei cittadini. Il problema è complesso, vedremo nel dettaglio il quesito da porre". Di certo dopo l'estate inizierà  la raccolta delle firme (ne servono mille per la proporre il quesito e poi 15 mila per indire il referendum). "Mi piacerebbe che si lavorasse sul progetto delle società come su una proposta e non un'offerta prendere e lasciare. Io dialogo con tutti e non chiudo la porta in faccia a Inter e Milan". Nel loro comunicato congiunto delle società c'è un'apertura al dialogo con il territorio, "ma non sia solo di facciata aspettiamo i fatti, che significa un dibattito franco e reale con il quartiere, non basta certo la promessa di quattro noccioline".

Lo stop dei residenti: nuovo impianto ancora più vicino alle case

Nella zona di San Siro, intanto, la posizione degli abitanti è chiara da tempo. No assoluto a cantieri invasivi e colate di cemento in una zona che già ora è sottoposta a un grande disagio per la presenza dello stadio Meazza. "I residenti che vivono attorno allo stadio lamentano forti criticità legate a traffico e parcheggi in occasione di eventi sportivi e concerti, per non parlare della sporcizia e del rumore", spiega Bestetti. Oltre al timore di un enorme cantiere aperto per anni, a spaventare i residenti è il fatto che il nuovo stadio sarà molto più vicino alle case. "Dal rendering si nota un avvicinamento pauroso dell'impianto alle abitazioni" avverte il presidente di zona. Una situazione "da incubo" per cui c'è assoluta contrarietà manifestata da tempo. Non a caso i comitati residenti sono stati i primi promotori delle iniziative contro il nuovo stadio