in foto: Giuseppe Spinelli (Facebook)

L'autopsia non ha escluso che il 33enne Giuseppe Spinelli, morto nella notte tra mercoledì e giovedì in un bed and breakfast di San Colombano al Lambro, a sud di Milano, possa essersi suicidato. Così come ha raccontato da subito la donna che era con lui quella notte, una collega di lavoro 42enne con cui Spinelli aveva una relazione sentimentale: i due, separato lui e sposata lei, avevano affittato assieme la struttura sfruttando una trasferta di lavoro per stare assieme, come sembra avvenisse da circa un anno. Entrambi sono originari della stessa zona del Barese: di Altamura lui e di Santeramo in Colle lei. Sarebbe stata proprio la donna a chiamare le forze dell'ordine, assieme ai proprietari del B&b che, attorno alle 4.30 del mattino, hanno sentito rumori e urla dall'appartamentino in via Collada che era stato affittato dalla coppia.

Attesi gli esami tossicologici: forse la coppia aveva assunto cocaina.

I soccorritori si erano trovati di fronte a una scena agghiacciante: il 33enne Spinelli era a terra nel giardino agonizzante. Dentro l'appartamento suppellettili e vetri rotti, macchie di sangue e la 42enne in stato di choc. La donna, già tornata in Puglia dopo essere stata interrogata dagli inquirenti, al pubblico ministero di Lodi Emma Vittorio ha detto che il 33enne si sarebbe ucciso da solo conficcandosi un pezzo di vetro nel collo dopo una violenta lite, i cui motivi non sono ancora stati chiariti: se per problemi sentimentali o altro lo si capirà probabilmente nei prossimi giorni. Dopo il raptus l'uomo si sarebbe trascinato fuori dall'appartamentino, stramazzando a terra. Ci sono altre ferite sul corpo del 33enne: potrebbero essere state causate dalla caduta o da altre reazioni violente dell'uomo. Saranno gli esami tossicologici a fornire alla procura di Lodi, che indaga sull'episodio assieme ai carabinieri di San Donato Milanese, ulteriori elementi utili per risolvere il caso: in particolare serviranno a capire se i due amanti, o uno di loro, avessero assunto droga – cocaina – durante la serata. Il procuratore capo di Lodi, Domenico Chiaro, per il momento ha affermato: "Ci sono elementi per ritenere valida la versione della donna: la vittima potrebbe essersi autoinflitto la ferita in preda a un raptus".