All'Istituto comprensivo De Amicis di Bergamo il Natale si preannuncia nient'affatto sereno. Oggetto della discordia un simbolo religioso che, in quanto tale, mal si accorda al laicismo della scuola sita nel quartiere Celadina. Sulla base di ciò il preside Luciano Mastrorocco ha vietato di esporre nell'istituto il diorama del Santo natale, perché discriminatorio verso gli studenti di altre confessioni religiose. Gli alunni stranieri sono circa il 30% di tutto il corpo studentesco e arrivano al 50% in alcune classi. Ciononostante, alcuni genitori hanno deciso di raccogliere le firme per chiedere "ufficialmente" di esporre un presepe nell'istituto. Atto che, molto probabilmente, non servirà a portare il presepe nell'istituto.

Matteo Salvini porterà un presepe nella scuola sabato pomeriggio, lo ha annunciato lo stesso segretario leghista che ha aggiunto via Facebook: "Pazzesco: perché togliere ai bambini, di qualunque razza e cultura, il bello del Natale?". A rincarare la dose il senatore del Nuovo Centrodestra Carlo Giovanardi, secondo il quale "se in Italia dovessimo seguire le farneticanti motivazioni del preside dell'Istituto De Amicis di Bergamo dovremmo abrogare la festività del 25 dicembre, che quest'anno, per esempio, ricade di giovedì". E' sempre dagli ambienti del centrodestra che si leva un'altra voce di protesta. E' quella del sottosegretario all'Istruzione, Gabriele Toccafondi, secondo cui

Impedire la realizzazione di un presepe in una scuola è un atto privo di ragioni e di laicismo esasperato, che si nasconde dietro la presenza di alunni stranieri o di altre religioni ma che nulla ha a che vedere con una sana laicità. Quella del preside dell'istituto bergamasco mi sembra una posizione irragionevole che spero sia dettata solo da un malinteso senso di laicità.

Ai genitori che hanno contestato che l'anno scorso è stato concesso ad una classe di fare il presepe, il dirigente scolastico Mastrorocco ha replicato che sono otto anni, ossia da quando svolge il proprio ruolo di preside nell'istituto, che non si espone il simbolo religioso e, aggiunge, "a me non risulta che l'anno scorso sia stato fatto un presepe. Era stato allestito nell'atrio un villaggio agreste, per ricordare che siamo un'unica razza". E le croci presenti nelle aule? "Se le tolgo – confessa Mastrorocco – se ne fa una questione di Stato e ho cose più importanti di cui occuparmi". La questione di Stato, però, è arrivata comunque nell'Istituto De Amicis.