"Accetto critiche e insulti da tutti, ma non da un prete". Matteo Salvini ha spiegato così l'azione legale intrapresa al tribunale di Lecco nei confronti di don Giorgio De Capitani, ex parroco della parrocchia di Monte a Rovagnate, oggi a Dolzago. Al centro del procedimento penale quattro post, pubblicati dal sacerdote sul suo blog tra il maggio e l’ottobre di quattro anni fa.

Salvini in tribunale contro don Giorgio De Capitani: "Mi ha insultato"

"Mi stupisce che nessuno all'interno della chiesa abbia preso provvedimenti" nei confronti di don Giorgio De Capitani, ha detto il segretario della Lega. "Siamo in Italia e mi rivolgo alla giustizia italiana, poi c'è la giustizia divina e il signore giudicherà tutti e anche me che sono un peccatore. Domenica costui porta la parola del Signore e non penso che il Signore sia fiero di avere come portavoce uno come don Giorgio".

Sotto accusa alcuni post del prete che risalgono al 2015

I post oggetto dell'azione legale furono pubblicati dal religioso sul suo blog il 4 e 26 marzo 2015 e il 4 ottobre dello stesso anno. A questi si aggiunge un video più recente in cui don Giorgio diceva: "Se come dice Salvini bisogna difendersi dai ladri, uccidendoli, siccome lui è il più grande ladro della storia della democrazia, perché non ucciderlo". Nell'udienza del 23 settembre il giudice ha accolto la richiesta dell'avvocato Claudia Eccher, che rappresenta Salvini, di ascoltare la testimonianza di Luca Morisi, dello staff dell'ex ministro dell'intero, e per questo il processo è stato aggiornato alla prossima udienza, l'11 novembre

Don Giorgio: "Salvini ha fatto lo show come fosse lui il giudice"

“Non mi sembra giusto aver rinviato il processo per la mancanza di un testimone assente ingiustificato, e dopo che questo processo è stato rinviato varie volte per l’assenza di Salvini. Sono venuto stamattina tra mille difficoltà, anche di salute, e succede che si viene e poi i processi si svolgono a metà e rinviati"; ha protestato don Giorgio sul suo sito. "Matteo Salvini ha fatto lo show come era da prevedere, come la prima donna, come se lui fosse il giudice del Tribunale, dettando quasi legge. Si è fatto bello dicendo che lui sarebbe pronto a ritirare la querela purché io chieda scusa e sborsi una certa cifra per i bisognosi. Mi ritirerò in un convento per riflettere sulla proposta, e dopo un anno di meditazione silenziosa darò la risposta. L’offerta ho già scelto a chi darla: ai primi profughi clandestini che arriveranno in Italia", ha scritto ancora il religioso.