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La mai piacevole conta dei morti, che ha sfondato quota 200 tra i pazienti del Pio Albergo Trivulzio di Milano da inizio pandemia Coronavirus, non ha tenuto conto sino ad ora di tutti gli anziani ospiti trasferiti negli ospedali del capoluogo lombardo poi deceduti. Ma a cercare di porre rimedio e dare la giusta considerazione anche a coloro che, di fatto, erano pazienti trattati dal Trivulzio, ci pensano le decine di denunce che quotidianamente arrivano in procura di parenti di anziani che si sono contagiati al Pat, con sintomi simil influenzali e a cui non è mai stato fatto il tampone, per poi scomparire altrove.

Diversi i casi di decessi dopo il ricovero in ospedale

Sarebbero diversi infatti i casi relativi a tali decessi, come quello di una signora di 74 anni, spirata nella notte tra martedì 21 aprile e mercoledì 22, ricoverata l'11 febbraio scorso al Trivulzio e trasferita alla San Giuseppe due giorni dopo Pasqua, dove è poi deceduta. Un altro caso, invece, come riportato da Repubblica, riguarda un'anziana di 87 anni trasferita all'ospedale di Garbagnate in fin di vita dopo essere risultata positiva al tampone, mentre un terzo episodio di paziente ricoverato al Pat e poi spostato in un'altra struttura, è quello di una coppia d'anziani portati al Fatebenefratelli. Lui, purtroppo, non ce l'ha fatta. La procura sta quindi prendendo le testimonianze delle famiglie dei decessi registrati lontani dal Trivulzio ma presumibilmente strettamente legati a una condizione di assistenza precedente all'arrivo negli ospedali, recuperando anche le cartelle cliniche dei deceduti dalle rispettive strutture ospedaliere.

Azzoni: Che indagine sia estesa a tutte le Rsa lombarde

Nel mentre, il comitato "Verità e giustizia per le vittime del Trivulzio", avviato dal figlio di un'ospite, Alessandro Azzoni, ha fatto richiesta affinché venga realizzata un'indagine epidemiologica all'interno del Pat. "Servono prove scientifiche", sottolinea Azzoni, "dei reali tassi di mortalità e di malattia dei pazienti, personale e ospiti". Tale indagine, nell'idea del figlio di un'ospite della Baggina, dovrebbe essere estesa a tutte le Rsa e a tutti gli ospedali lombardi. Attraverso un'investigazione si potrebbe arrivare infatti a conoscere come il Coronavirus abbia potuto fare breccia all'interno del Trivulzio.