L’arresto del killer di Rozzano
in foto: L’arresto del killer di Rozzano

Il pm di Milano Monia Di Marco ha chiesto la condanna all'ergastolo per il 35enne che lo scorso 25 febbraio a Rozzano, comune alle porte di Milano, uccise il suocero a colpi di pistola. L'uomo era indagato per aver abusato della figlia di soli 8 anni: proprio quella mattina la bimba aveva raccontato i terribili abusi durante l'incidente probatorio tenutosi al tribunale di Milano. Il 35enne aiutato da un complice, un uomo di 27 anni, in sella a uno scooter raggiunse il 63enne davanti al supermercato "Il Gigante" e lo freddò con numerosi colpi d'arma da fuoco.

Secondo l'accusa fu un omicidio premeditato

A distanza di quasi dieci mesi, il pm ha chiesto due condanne all'ergastolo per omicidio premeditato aggravato nella formula del processo con rito abbreviato davanti al giudice per l'udienza preliminare Aurelio Barazzetta. Sia per il 35enne che per il complice di 27 anni. Il processo è stato rinviato al prossimo 9 gennaio per la sentenza. Una vera e propria vendetta dunque secondo l'accusa quella perpetrata dal 35enne, da qui la premeditazione contestata ai due. L'uomo, che fu fermato insieme al complice, poco dopo il delitto, parlò invece ai giudici di un delitto d'impeto: "Quando l'ho visto, ho avuto un black out improvviso, immediato – le parole dell'uomo subito dopo l'arresto – avevo paura che potesse fare di nuovo del male a mia figlia". Una versione che però non ha mai convinto gli inquirenti secondo cui invece l'uomo voleva farsi giustizia da solo.