Rene da donatore anonimo salva la vita a un paziente al Policlinico di Milano: caso rarissimo

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La consegna del rene donato da un anonimo donatore al Policlinico di Milano: il professor Ferraresso (il primo da destra) e il dottor Mauro Raiteri ricevono l'organo
Primo caso di “donazione samaritana” del 2018 in Italia: un donatore vivente, rimasto nel più totale anonimato, ha donato un proprio rene a una persona a lui totalmente sconosciuta, salvandogli la vita. Il trapianto è stato eseguito al Policlinico di Milano dall’équipe guidata dal professor Mariano Ferraresso.

Ha donato un suo rene a una persona a lui completamente sconosciuta, salvandogli la vita. L'ultimo caso, rarissimo, di "donazione samaritana", come viene chiamata la donazione da una persona vivente che vuole rimanere anonima, è avvenuto oggi al Policlinico di Milano. Quest'anno in Italia non era ancora avvenuto: da aprile 2015, quando si è verificata la prima donazione samaritana, sono stati sei i casi del genere: una nel 2016, tre nel 2017 e una, appunto, quest'anno. Come riferito dal Policlinico in una nota, il rene è arrivato in ospedale con una Lamborghini della polizia stradale ed è stato immediatamente trapiantato al paziente che ne aveva bisogno. Si tratta di un uomo affetto da tempo da insufficienza renale cronica: la moglie non ha potuto donargli uno dei suoi reni perché è risultata incompatibile. L'intervento del donatore anonimo ha sbloccato la situazione: a eseguire l'intervento è stato il professor Mariano Ferraresso, direttore dell'Unità operativa trapianti di rene del Policlinico, assieme alla sua équipe: "Il trapianto da donatore vivente, di cui la donazione samaritana è un caso particolare rappresenta oggi una valida possibilità terapeutica all’insufficienza renale cronica – ha spiegato Ferraresso – Diversi studi scientifici hanno dimostrato una migliore sopravvivenza del rene trapiantato da donatore vivente rispetto a quello proveniente da donatore cadavere. Un ulteriore vantaggio è quello di offrire la possibilità di ridurre o addirittura evitare la dialisi, che influenza in maniera negativa sia la sopravvivenza dei pazienti che la durata dei reni trapiantati".

In Italia il trapianto da donatore vivente rappresenta oggi una piccola parte dei trapianti eseguiti ogni anno, inferiore al dieci per cento: "Recentemente però qualcosa si sta muovendo – ha affermato Ferraresso – grazie all’impegno del Centro Nazionale Trapianti, del Nord Italia Transplant program e della Regione Lombardia, che hanno messo la donazione da vivente tra le loro priorità". Nel nostro Paese sono numerosi i centri autorizzati ad effettuare questo intervento. In questa circostanza particolare resta l'eccezionalità della donazione samaritana, che come immaginabile è un'eventualità ancora più rara: è un atto di estremo amore per il prossimo quello di donare un proprio organo a una persona sconosciuta, rimanendo nel più completo anonimato e non ricevendo così nemmeno un grazie per il proprio gesto. Ringraziamento che, si spera, possa raggiungere l'autore del gesto attraverso questo articolo.

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