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Referendum sull’autonomia in Lombardia: si cercano 7000 assistenti per il voto elettronico

Il 22 ottobre in Lombardia si voterà per il Referendum per chiedere allo Stato maggiore autonomia in determinati ambiti. Per la prima volta si utilizzerà il voto elettronico. Si cercano pertanto oltre 7000 assistenti che dovranno far funzionare i tablet per votare e risolvere eventuali problemi. Ecco tutti i requisiti e come fare per candidarsi.
A cura di Francesco Loiacono
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Il 22 ottobre in Lombardia si voterà per il Referendum per chiedere allo Stato maggiore autonomia in determinati ambiti. Al di là delle differenti posizioni sulla consultazione, criticata da alcuni per la sua effettiva utilità e per i costi, uno degli aspetti più rilevanti è che, per la prima volta in Italia, si sperimenterà il cosiddetto sistema di E-voting o voto elettronico. Il governatore Roberto Maroni ha infatti acquistato 24mila tablet dotati di una piattaforma digitale, fornita dalla società olandese Diebold Nixdorf, che saranno utilizzati dai cittadini lombardi aventi diritto di voto per esprimere la propria preferenza sul quesito. Anche questo aspetto non è stato esente da critiche, per il costo dei tablet (23 milioni di euro) e per la possibilità di usarli successivamente nelle scuole, come ha già promesso Maroni.

Un altro aspetto da sottolineare è però che il voto elettronico potrà costituire per oltre 7000 persone una fonte di lavoro, seppure temporaneo. La società di lavoro interinale Manpower è stata infatti incaricata dalla Diebold Nixdorf di ricercare, selezionare, formare e assumere oltre 7000 "Referendum Digital Assistant". Si tratta di figure che, dopo adeguata formazione, supporteranno l’attività di voto nelle 12 province lombarde, affiancando i tradizionali scrutatori e presidenti di seggio.

I candidati selezionati dovranno posizionare, avviare e far funzionare le cosiddette “Voting Machine” (i dispositivi per il voto elettronico). Durante le giornate di voto e di spoglio supporteranno il personale di seggio, intervenendo per risolvere qualsiasi problema dovesse sorgere rispetto all’uso dei dispositivi. Non saranno però in alcun modo coinvolti nel processo di votazione.

I requisiti per candidarsi

Si tratta dunque di una figura nuova, che se il voto elettronico dovesse prendere piede nel nostro Paese si troverebbe ad avere una significativa esperienza. Per candidarsi non servono particolari requisiti: basta essere maggiorenne, avere un diploma o una laurea, essere in possesso di uno smartphone con connessione dati per tutto il processo di selezione, formazione e attività lavorativa ed essere in possesso di un account di posta elettronica unico per tutte le comunicazioni. Completano i requisiti il possesso di competenze digitali di base, il buon utilizzo di internet, app e posta elettronica e alcune soft skills quali: buona capacità di lavorare sotto stress, attitudine al problem solving, proattività, buone capacità relazionali, flessibilità e disponibilità di orario.

Non è stata comunicata la retribuzione

Chi è iscritto nel registro degli scrutatori e chi ha un lavoro full time che lo impegna anche nel weekend non sarà preso in considerazione. I giorni di lavoro saranno sabato 21 ottobre dalle 15 alle 23 e domenica 22 ottobre dalle 6 alle 15 e/o dalle 15 alle 23, con eventuali ulteriori straordinari. Per candidarsi ci si può registrare sul sito di Manpower. Il processo di selezione prevede un questionario, un colloquio telefonico, un corso di formazione online e un test finale. Non è stata comunicata la cosa più importante: la retribuzione. Si ipotizza che sia comunque in linea con quella dei presidenti e degli scrutatori: per i referendum il compenso previsto è di 130 euro per il presidente e 104 euro per gli scrutinatori e per il segretario.

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