Non bastano le commemorazioni, il parco intitolato e la lapide: in prossimità del 29 aprile anche nelle scuole superiori lombarde si dovrà parlare di Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi. Il consiglio regionale ha infatti approvato la mozione presentata regionale da Fratelli d'Italia, in base alla quale la Regione dovrà farsi promotrice presso l'ufficio scolastico regionale di momenti in ricordo dei due esponenti del Movimento sociale italiano uccisi a un anno di distanza l'uno dall'altro, Ramelli nel 1975 da militanti di Avanguardia operaia, Pedenovi da esponenti di Lotta Continua.

Chi è Sergio Ramelli?

La figura di Sergio Ramelli, per la giovane età come per la tragicità della morte, avvenuta nel 1975 a Milano, dopo l'aggressione da parte di militanti della sinistra extraparlamentare, sopraggiunta dopo un mese e mezzo dal pestaggio subito, rappresenta da tempo l'occasione di raduni per i gruppi di estrema destra: ogni anno, a Milano, oltre alla cerimonia istituzionale di commemorazione, il corteo in ricordo del ragazzo si caratterizza per motti fascisti e saluti romani. La mozione approvata dal consiglio lombardo non si limita a un generico appello alla riflessione sul rifiuto della violenza politica, ma si basa sul ricordo dell'ideologia (di estrema destra) che sia Ramelli sia Pedenovi professavano. Si legge infatti dal testo a firma Franco Lucente che "l'intitolazione di un parchetto e la dedica di una lapide, pur grandi conquiste, non valgono a rendere onore a chi moriva per il proprio credo politico, se la storia di costoro viene lasciata all'oblio".

La proposta di ricordare Ramelli e Pedenovi ha ottenuto in Aula 42 voti a favore, con 14 contrari e un solo astenuto. I consiglieri del Movimento 5 Stelle non hanno partecipato alla seduta. L'assenza dei pentastellati lombardi al voto sulla proposta di commemorazioni scolastiche per Ramelli e Pedenovi arriva con qualche ora di anticipo rispetto al voto favorevole in Campidoglio, dove il M5S ha appoggiato la mozione proposta sempre da Fratelli d'Italia per una via Almirante a Roma, cui la sindaca Virginia Raggi dichiara di volersi opporre.