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Ragazza partorisce di notte nel boschetto della droga di Rogoredo: il neonato in astinenza da eroina

Stanno bene madre e figlio dopo il parto avvenuto nella notte tra sabato e domenica all’interno del boschetto della droga di Rogoredo alla periferia di Milano. Il piccolo, ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale della clinica Mangiagalli, è stato sottoposto a una cura farmaceutica specifica per l’assunzione fetale di stupefacenti.
A cura di Chiara Ammendola
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Immagine di repertorio
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Sta seguendo una terapia specifica il neonato nato nella notte tra domenica e lunedì in una cascina abbandonata nei pressi del tristemente noto "boschetto della droga" di Rogoredo. Il piccolo trasportato d'urgenza dal personale sanitario del 118 alla clinica Mangiagalli insieme con la madre, è stato sottoposto ai primi trattamenti necessari quando si ha a che fare con un caso di assunzione fetale di stupefacenti. Il piccolo infatti nei nove mesi di gestazione ha assunto attraverso il cordone ombelicale l'eroina che la madre si iniettava nel sangue e per questo nonostante sia cresciuto perfettamente adesso soffrirà di astinenza proprio per l'improvvisa assenza di quelle sostanze tossiche. Servirà del tempo, spiegano i medici, ma il neonato si rimetterà e starà bene.

Il neonato ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale

Una storia, quella di Elnara, che lascia tutti sgomenti: compresi i poliziotti che sono giunti domenica notte all'una e 40 in quella cascina abbandonata di via Orwell dove la 28enne si era rifugiata in preda ai dolori del parto. In quel luogo aldilà del ponte sulla ferrovia, rifugio di numerosi tossicodipendenti. Ed è lì, tra una decina di persona intenta a iniettarsi eroina nelle vene, che è venuto alla luce il piccolo. È stato un amico a dare l'allarme e a chiedere aiuto a medici e forze dell'ordine che si sono precipitati sul posto in tempo per assistere la giovane mentre dava alla luce il neonato che ora si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale. I risultati degli esami ai quali è stato sottoposto sembrano far sperare per il meglio. Ora non resta che aspettare il tempo necessario affinché il piccolo smaltisca la neonatal abstinence syndrome, dal quale dovrebbe liberarsi in tre o quattro settimane.

Il tribunale per i minorenni ha aperto un fascicolo sulla vicenda

Ora il caso sarà gestito dal tribunale per i minorenni che ha aperto un fascicolo a riguardo e seguirà i vari sviluppi compresa la situazione sanitaria e le prime relazioni dei servizi sociali. Dopodiché dovranno decidere il futuro del bambino e dunque valutare le condizioni fisiche della madre e le sue capacità o meno nel poter accudire il neonato. La 28enne secondo quanto emerso dagli esami avrebbe infatti assunto droga per l'intera gravidanza, compresa la sera del parto e ora starebbe lottando con una forte crisi di astinenza.

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