Inaugurate oggi quattro nuove targhe nel Giardino dei giusti di Milano. Sono dedicate a Istvan Bibò, intellettuale ungherese, Simone Veil, politica francese, prima donna presidente del parlamento europeo, Wangari Maathai, ambientalista e attivista kenyota, e Denis Mukwege, medico e attivista congolese. Entrambi, questi ultimi, nobel per la pace. Le prime due sono "figure esemplari dell'impegno in difesa della dignità umana contro l'intolleranza generata da populismi e dai nazionalismi che agitano tante nazioni. Poi abbiamo voluto onorare chi in Africa si è battuto e si batte per la tutela dell'ambiente, la democrazia e la pace, come Wangari Maathai e Denis Mukwege",  ha dichiarato Gabriele Nissim, presidente dell'associazione Gariwo.

"Questo è il simbolo della Milano più autentica. Questa giornata deve insegnarci che ognuno di noi, con i piccoli gesti, può fare la sua parte nel mondo. Questo giardino proietta Milano nel futuro. Una città antifascista, pragmatica e generosa che sa offrire assistenza: un modello di tolleranza. Questa è una giornata che celebra l'uomo e la sua capacità di far del bene", ha detto il sindaco di Milano, Beppe Sala. Alla cerimonia erano presenti anche gli ex sindaci Giuliano Pisapia, Gabriele Albertini e Letizia Moratti. Il sindaco Sala ha poi voluto ricordare Silvia Romano, milanese, rapita più di tre mesi fa in Kenya: "Ci manca molto, e idealmente è qui con noi tra i giusti".

Il giardino dei Giusti sul Monte Stella esiste dal 2003. I lavori di riqualificazione sono cominciati da poco tempo, ma lo scorso febbraio il ministero della Cultura ha disposto uno stop ai lavori.  "Vedendo come sono i lavori mi chiedo se non ci sarebbe stata bene qualche polemica in meno. Detto questo, guardiamo avanti perché  questo è uno spazio straordinario ed è uno spazio proiettato nel futuro. Molto importante per la città che ha trovato diffusione in tanti Paesi del mondo, per cui basta con le polemiche", ha concluso il sindaco Sala.