Hanno suscitato molte polemiche le foto di alcuni richiedenti asilo ospitati nell'hotel Stella di Bormio (Sondrio), ritratti mentre si rilassano nelle vasche delle terme delle nota località della Valtellina. La storia dietro queste immagini sembra però essere ben diversa da quella raccontata dal coordinatore provinciale dei Giovani Padani di Sondrio Tiziano Fistolera, che ha fatto "scoppiare" il caso, poi ripreso anche da Matteo Salvini sul proprio profilo Facebook. 

"Tornare dal lavoro e scoprire che i clandestini ospitati a Bormio in hotel hanno trascorso la giornata alle Terme mi fa davvero arrabbiare – aveva scritto Fistolera nel suo post -. L'ingresso alle Terme se lo sono pagato con il sussidio che ricevono giornalmente. Se guadagnano soldi devono spenderli per il loro mantenimento, non per rilassarsi nelle piscine termali. Questa non è accoglienza, ci stanno prendendo in giro". La versione di Fistolera si basava su un articolo del sito "Il Populista", di cui è condirettore Salvini. Ma l'articolo in questione, oltre che denso di retorica anti-immigrati, è anche pieno di imprecisioni.

I profughi hanno vinto l'ingresso in una competizione tra presepi

La principale riguarderebbe proprio la modalità con cui i richiedenti asilo che si sono fotografati alle terme sono riusciti a entrare nel complesso. I profughi non avrebbero infatti pagato l'ingresso, ma l'avrebbero vinto partecipando lo scorso dicembre a una competizione per la realizzazione di presepi. A ricostruire la vicenda è stato il sito Debunking.it, che ha verificato diverse fonti che confermerebbero questa versione. Questo dettaglio smonta "l'accusa" principale rivolta ai richiedenti asilo: quella di essersi pagati con i soldi che ricevono per il vitto l'ingresso alle terme. Con i soldi "nostri", hanno commentato

C'è poi da chiedersi se di "accusa" vera e propria si sarebbe potuto parlare anche se così non fosse stato. Sembra infatti che per qualcuno, dato che i migranti che arrivano in Italia sono scappati dalla miseria e dalla guerra, debbano essere condannati a un presente e un futuro fatto solo di stenti, di foto in cui vengono ritratti con facce tristi, confinati all'interno di campi dai quali non possano uscire. Come se anche qualche ora di svago alle terme non possa essere loro consentita, come se non si possano affrancare dal loro status di rifugiati nemmeno per un attimo. È un discorso complesso e delicato, perché spesso a questa miseria si contrappone quella dei tanti italiani in difficoltà in questo momento, in una logica di "aut aut" che non contempla mai la possibilità che entrambe le situazioni possano essere risolte assieme. Ma certo, fino a quando continueranno a essere messe in giro notizie false o non corrette al solo fine di alimentare una "guerra tra poveri", una discussione serena sull'argomento sarà molto difficile da affrontare.