Si trovava a Montù Beccaria, in Lombardia, don Silverio Mura, il prete napoletano accusato di aver abusato sessualmente di un 13enne quando insegnava religione a Napoli, 27 anni fa. Il sacerdote – come scrive Il giorno – dal 2016 era ospite della Congregazione dei missionari della Divina Redenzione con il nome fittizio di don ‘Saverio Aversano'. Il sacerdote di Napoli ha lasciato Montù dopo che il suo caso, trattato poche settimane fa da Fanpage.it, aveva avuto risonanza nazionale, tanto da rendere riconoscibile il sacerdote, pur sotto falso nome. Era stata proprio una mamma di uno degli alunni della scuola dove Silverio – Saverio insegnava a Montù a denunciare con parole dure la presenza del religioso accusato di essere un pedofilo tra i bambini della loro comunità. Nonostante Mura fosse stato denunciato per abusi su minori, infatti, insegnava catechismo alla scuola elementare, circostanza di cui è stato chiesto conto sia al sindaco di Montù, Amedeo Quaroni che al parroco padre Simone Baggio e al Vescovo della Diocesi di Tortona, Vittorio Francesco Viola.

Il caso di Don Silverio Mura

La vicenda ha le sue radici in una denuncia datata 2010, da parte di un ex studente della scuola elementare dove don Silverio, all'epoca un giovane viceparroco, era insegnante di religione. L'uomo, Diego Esposito, ha accusato il sacerdote di avere abusato di lui nella casa dove il prete abitava a Ponticelli (quartiere della periferia est di Napoli). "Gli abusi sono andati avanti per anni, don Silverio aveva ottenuto la mia fiducia e quella della mia famiglia – racconta Diego – sono da adulto, da uomo ormai maturo e da padre ho realizzato il male che mi aveva fatto". La denuncia di Diego Esposito è stata di recente rispolverata dalla Curia. Poche settimane fa, infatti, papa Francesco ha annunciato nuovi accertamenti sulla vicenda.