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Precipita sul monte Resegone, runner si sveglia dopo un mese di coma e vede la moglie: “Ciao amore”

Andrea Grilli era precipitato il 30 novembre dal monte Resegone, cadendo per sessanta metri. Quando è stato trovato, le sue condizioni erano disperate, ma i medici sono riusciti a stabilizzarlo. Il 23 dicembre si è svegliato e le prime parole sono state per la moglie. Gli amici: “Bentornato Andrea, questa antivigilia di Natale chi se la dimenticherà più?”.
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A cura di Natascia Grbic
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"È pomeriggio, è l'orario delle visite per Andrea, la sua amata moglie Ramona gli parla come sempre e Andrea ha la reazione decisiva che tutti aspettavamo. Apre gli occhi, con una nuova luce che finalmente li inonda. Apre la bocca e pronuncia le parole più belle: ‘Ciao Amore!'. Il risveglio tanto atteso, bentornato Andrea, questa antivigilia di Natale chi se la dimenticherà più?". La bella notizia è stata data dall'associazione sportiva ‘Falchi di Lecco‘ di cui fa parte Andrea Grilli, il 36enne precipitato in un canalone nel Resegone lo scorso 30 novembre. Dopo 23 giorni di coma e una lotta durissima per sopravvivere, Andrea ha riaperto gli occhi e ha salutato la moglie, che sin dal giorno del suo ricovero gli è rimasta accanto sostenendolo in quest'importante battaglia.

Precipita dal monte Resegone, l'incidente di Andrea Grilli il 30 novembre

Quella di Andrea Grilli poteva essere una vera e propria tragedia. Il runner 36enne era uscito ad allenarsi al Resegone da solo, seguendo il sentiero numero 1. Intorno alle 8 del mattino ha raggiunto la vetta, poi ha iniziato a scendere dal versante bergamasco. A un certo punto, probabilmente a causa di un tratto ghiacciato, è caduto per circa sessanta metri. La sua non sarebbe stata una storia a lieto fine se, poco dopo, non si fosse verificato un altro incidente. Un secondo escursionista è precipitato nello stesso punto, ma è riuscito ad aggrapparsi a un albero e chiamare aiuto: e così, dopo due ore, è stato trovato anche Andrea, ormai in ipotermia, privo di conoscenza, pieno di contusioni, fratture, e con i polmoni collassati. Ricoverato all'ospedale di Bergamo in terapia intensiva, le sue condizioni erano disperate: ma grazie al lavoro dei medici è stato stabilizzato, e il suo corpo ha cominciato a guarire. Dopo 23 giorni di coma, il risveglio. E il regalo di Natale più bello alla sua famiglia.

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