Era iniziato come un gioco, una scommessa tra compagni di classe alle scuole medie. La sfida era semplice: creare una chat su WhatsApp con oltre cinquecento persone iscritte. L'idea, partita da uno studente di 13 anni di Pogliano Milanese, è però sfuggita di mano. In poche ore nel gruppo sono entrati migliaia di ragazzini, quasi tutti minorenni, che hanno iniziato a condividere di tutto: video e messaggi vocali, immagini pornografiche, scherzi di cattivo gusto, fotomontaggi dai toni razzisti,  meme e riferimenti a Hitler e al nazismo.

Un gioco sfuggito di mano: migliaia di ragazzini coinvolti nella chat

La vicenda è stata raccontata da Il Corriere della Sera e Il Giorno. Grazie al sistema aperto della app di messaggistica (che sarebbe in realtà vietata ai minori di 16 anni) la rete di condivisioni si è allargata in modo esponenziale. Ogni nuovo membro, infatti, veniva inserito come amministratore, con la facoltà di aggiungere altre persone. Così in un paio di giorni il gruppo ha superato i confini della provincia di Milano ed è arrivato agli smartphone di ragazzini di tutta Italia, molti dei quali, ignari di tutto, sono stati inseriti da altre persone. Qualcuno ha compreso che lo scherzo stava degenerando ed è uscito dalla conversazione, avvisando i genitori. Diverse famiglie, preoccupate, hanno deciso di rivolgersi alla polizia postale. I numeri dei ragazzini entrati nella chat, anche per pochi minuti, sono stati visualizzati da tutti e in molti casi già riutilizzati da sconosciuti o inseriti in altre conversazioni.