"Un odore di carne bruciata, questa è la cosa che mi è rimasta nel naso". È il ricordo vivido e raccapricciante di Achille Serra, ex capo della polizia e prefetto, dei minuti successivi all'esplosione della bomba alla Banca nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana, a Milano, il 12 dicembre 1969. Serra, che all'epoca aveva 28 anni, era vice commissario e fu tra i primi ad arrivare sul posto.

Il ricordo dell'ex prefetto Achille Serra, il primo poliziotto arrivato in piazza Fontana

"Era la carne bruciata di quei poveri corpi sgretolati, e poi tanto fumo, e i feriti che urlavano e cercavano l'uscita", ha raccontato cinquant'anni dopo al Giornale radio Rai, ricordando il momento in cui per primo entrò alla Banca nazionale dell'Agricoltura. Erano passati solo cinque minuti dall'esplosione della bomba che provocò 17 morti e 88 feriti. "Sembrava che fosse scoppiato un tubo del gas per questo mandarono sul posto il più giovane", ha detto Serra. Per questo fu lui il primo a vedere il cratere aperto dalla bomba, l'enorme voragine al centro della banca riempita di macerie, fogli, mobili e corpi.

La banca distrutta e il cratere: "Mandate cento ambulanze"

"Un banco della cassa arrivò al primo piano, i vetri dei palazzi circostanti erano tutti saltati, mi misi alla radio e chiesi: mandate cento ambulanze. In pochissimo tempo piazza Fontana si riempi di almeno 50mila persone. Mi sedetti sul marciapiede insieme al mio capo delle volanti e ci guardavamo senza capire cosa fosse successo e perché, perché a Milano, perché in una banca, perché tante morti". L'ex poliziotto è stato anche prefetto di Ancona, Palermo, Firenze e Roma, oltre che parlamentare di Forza Italia. Ripensando a quel giorno, ha sottolineato l'impatto della strage sugli anni successivi. "Certamente fu uno spartiacque e il dopo è stato tragico, dopo ci fu un cambiamento repentino e violento del Paese".