Commenti volgari, a sfondo sessuali, sessisti. Alice Moggi, assessora alle Politiche sociali, all'immigrazione e alla casa del Comune di Pavia, è stata bullizzata sui social con appellativi offensivi e insulti a causa delle sue parole in merito al decreto Salvini. In particolare sul tema immigrazione: secondo quanto disposto dal ministro dell'Interno infatti i piccoli centri gestiti dai Comuni che ospitano i migranti non potranno più accogliere i richiedenti asilo ma soltanto minori non accompagnati e chi ha già ricevuto la protezione internazionale. "Una schifezza, non c'è altro modo per dirlo. Non è neanche più solo un provvedimento ideologico: uccide gli unici veri progetti di integrazione, penalizza i Comuni, favorisce il business dell'immigrazione, promuovendo di fatto i grandi centri a discapito dell'accoglienza diffusa, crea disoccupazione giovane e qualificata, mette in crisi i territori, creando sacche di povertà ingestibili, è inumano e crudele. Chi non lo contesta, o chi sta zitto a guardare, è complice", aveva criticato Alice Moggi, che aveva anche minacciato di fare causa qualora si fosse deciso di smantellare lo Sprar, il sistema di accoglienza dei migranti. E così immediate sono arrivate le offese. "Vai a fare la casalinga visto il tuo quoziente di intelligenza", uno dei commenti lasciati sulla bacheca della Moggi che ha così introdotto invece un altro commento: "Se attacchi Salvini e in più sei pure donna (sei ‘poco intelligente') o vai a fare la casalinga oppure…".

Insulti sessisti e volgari che non hanno fermato però l'assessora che con coraggio ha alzato la testa difendendo le sue parole. "Queste tempeste sui social non sono purtroppo una novità per chi si occupa di temi caldi come l'immigrazione, i campi rom e l'antifascismo, ma mi è sembrato giusto far notare come si stiano raggiungendo livelli un po' troppo bassi – ha spiegato l'assessora Moggi – quello che mi dà più fastidio è che tra centinaia di commenti di insulti non ce n'è neppure uno che entri nel merito della questione e parli del decreto. Fra i tanti che hanno commentato le mie dichiarazioni su Facebook c'è stato anche il ministro alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio: si è rivolto a Salvini, dicendogli di stare tranquillo perché i pavesi mi manderanno a casa la prossima primavera, dato che andremo a elezioni. Gli ho fatto notare, sempre via social, che avrei preferito ricevere risposte più puntuali sulle questioni da me sollevate, per esempio sulla destinazione dei profughi espulsi dai centri di accoglienza. A quel punto non si è più fatto vivo".