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Aveva eluso il Fisco per salvare il posto di lavoro dei suoi dipendenti. Il reato c'è ma non è punibile, a stabilirlo è stato un giudice del tribunale di Pavia in merito alla vicenda che riguardava l'imprenditrice di un'azienda leader settore meccanico a servizio degli impianti petrolchimici. La notizia che arriva da Pavia ci racconta di una sentenza che, come si dice in gergo giuridico, è destinata a fare giurisprudenza. Una storia che è stata raccontata sulle pagine della cronaca del Corriere della Sera, dove viene spiegato che, grazie alle sentenze del 12 e del 18 novembre emesse dal tribunale di Pavia, l'imprenditrice a capo della Cipi Holding srl è stata scagionata dalle accuse di evasione fiscale. È finalmente terminato quindi il percorso giudiziario di una vicenda iniziata molti anni fa: i fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2011 e il 2013, quando secondo quanto sostenuto dall'accusa, l'azienda di Sannazzaro de' Burgondi non aveva pagato Iva e ritenute per 3,5 milioni di euro. 

Le motivazioni della sentenza

L'assoluzione dell'imprenditrice ha stupito tutti, ma in realtà è in linea con quanto espresso recentemente dalla Corte di Cassazione che ha dettato delle linee guida da seguire relativamente a casi di questo tipo. La Suprema corte ha da poco stabilito che quando un imprenditore favorisce la continuità lavorativa, salvaguardando i propri dipendenti, non è punibile nemmeno nel caso di mancato pagamento delle imposte. Proprio per questo motivo l'imprenditrice della Cipi Holding, che intanto sta smaltendo l'intero debito con l'erario pagandolo a rate, non dovrà scontare un ulteriore debito in questo caso con la giustizia.