Desirée Piovanelli
in foto: Desirée Piovanelli

Quattro ore di deposizione nella quale un uomo di 70 anni, un imprenditore di Leno, a Brescia, avrebbe raccontato di ciò che accadeva in paese negli anni in cui venne uccisa la 14enne Desirée Piovanelli. Droga, pedofilia, festini a luci rosse: ci sarebbe questo e molto altro nel racconto che l'uomo ha fatto in Questura a Brescia fornendo agli investigatori nuovi dettagli ed elementi utili alle nuove indagini sull’omicidio della ragazzina uccisa il 28 settembre del 2002 nella cascina Ermengarda di Leno, nella Bassa Bresciana. Omicidio per il quale sono stati condannati a 30 anni di carcere Giovanni Erra, a 18 anni Nicola Bertocchi, a 15 anni a Nicola Vavassori e a 10 anni a Mattia Franco.

Attesa per le analisi su tracce biologiche trovate su vestiti di Desirée

Secondo l'imprenditore quel giro di droga e pedofilia avrebbe uno stretto collegamento con la morte di Desirée, morte sulla quale è stato proprio il padre della giovane, Maurizio, a chiedere che fosse fatta luce e fosse appurata la verità perché da sempre convinto che non tutto sia stato risolto, da quella tragica notte. Intanto la testimonianza dell'imprenditore è ora al vaglio degli inquirenti che stanno raccogliendo gli elementi utili alle nuove indagini, così come la traccia di Dna trovata sui vestiti della ragazza, il giubbino che aveva indosso quando venne uccisa e un fazzoletto recuperato nella cascina di Leno dove morì Desirée: entrambe le tracce biologiche infatti non apparterrebbero a nessuno degli indagati.