L'apparentamento con il neo sindaco di Milano, Beppe Sala, non è bastato ai Radicali a ottenere un seggio in Consiglio comunale. Tutto, stando a quanto dice il partito che nel capoluogo aveva candidato come sindaco Marco Cappato, per un'interpretazione errata del ministero dell'Interno, contraria a diverse sentenze di Tar e Consiglio di Stato, che esclude dall'assegnazione dei posti in aula le liste, come quella dei Radicali, che al primo turno delle scorse amministrative non hanno raggiunto la soglia del tre per cento, limite per eleggere almeno un consigliere. E allora, ecco che i Radicali hanno presentato ricorso al Tar "per la corretta e legale attribuzione del seggio alla lista Radicale".

Lo stesso Cappato, su Facebook, ha chiarito la vicenda, rispondendo anche a chi ha rimproverato ai Radicali di aver stretto l'accordo con Sala per ottenere il seggio e di essere poi stati in qualche modo "raggirati" dal neo-sindaco di Milano, che si è giovato (anche) dei voti dei Radicali per battere al ballottaggio Stefano Parisi. Sala in realtà non c'entra niente nella vicenda. Non solo: l'interpretazione del Viminale era nota già prima dell'apparentamento ufficiale, depositato in Comune la domenica precedente al ballottaggio: "Esiste in realtà giurisprudenza consolidata che, in conformità della legge, ci attribuirebbe questo seggio", ha spiegato Cappato, parlando poi di tempistiche: "Saranno, immagino, di pochi giorni, ma dipende dalla giustizia italiana".

Cappato si è poi soffermato sulla natura della collaborazione tra i Radicali e Beppe Sala: "Rilanciamo delle priorità di governo dell'amministrazione che, tra l'altro, il voto nazionale, con il successo dell'M5s, ha posto al centro dell'agenda politica, cioè la partecipazione dei cittadini, la trasparenza, i referendum, e l'ecologia. Sono tutte priorità al centro dell'azione radicale a Milano in questi anni – ha concluso Cappato – sono stati al centro anche degli impegni politici assunti da Sala prima del ballottaggio. Spero che ora possano essere centrali anche nelle discussioni sulla formazione della nuova amministrazione".