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‘Ndrangheta, 5 arresti: c’è anche un consigliere comunale di Busto Arsizio

Paolo Efrem, consigliere comunale di Busto Arsizio, paese in provincia di Varese, è stato arrestato insieme ad altre quattro persone, tra cui Vincenzo Rispoli, capo del clan di Legnano – Lonate Pozzolo, con l’accusa di emissione di fatture false ed estorsione aggravate dal metodo mafioso per favorire le cosche nel trattamento dei rifiuti.
A cura di Filippo M. Capra
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Paolo Efrem, consigliere comunale di Busto Arsizio, paesone in provincia di Varese, è stato arrestato oggi insieme ad altre quattro persone dalla guardia di finanza di Milano nell'ambito di un'inchiesta del pubblico ministero Silvia Bonardi circa presunte infiltrazioni della ‘Ndrangheta nel settore dei rifiuti. Secondo quanto emerso, il 39enne è finito in carcere con l'accusa di aver emesso fatture false con l'aggravante dell'agevolazione delle cosche mafiose ed estorsione. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere applicata dalle fiamme gialle è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Sara Cipolla, e ha riguardato anche il capo del clan di Legnano – Lonate Pozzolo Vincenzo Rispoli.

Parte del denaro destinata al pagamento di viaggi per trovare boss in carcere

Le indagini condotte dalla Dda di Milano sul settore dei rifiuti ha portato gli inquirenti a pensare che le fatture emesse dal consigliere comunale Paolo Efrem, per presunte consulenze, che servivano a coprire il giro di denaro derivante dal trattamento dei rifiuti. Tutti gli introiti erano destinati ai clan. Inoltre, parte del denaro sarebbe servito per pagare i viaggi di andata e ritorno degli affiliati al clan dalla Calabria a Novara, in Piemonte, dove è detenuto un presunto boss ‘ndranghetista. Come comunicato dalla procura di Milano, le indagini sono la prosecuzione di un'operazione rinominata "Feudo" della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano che nell'ottobre de 2019 aveva condotto all'arresto di altri undici individui per traffico illecito di rifiuti, oltre al sequestro preventivo di fabbricati, terreni e conti correnti per un valore totale di un milione e cinquecentomila euro.

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