È morto agli Spedali Civili di Brescia dopo aver contratto il coronavitus. Salvatore Ingiulla, medico in servizio nelle carceri bresciane di Verziano e Canton Mombello, è morto dopo una lotta contro la malattia durata alcune settimane. È l'ennesima vittima tra i sanitari: sono 87 i medici deceduti dall'inizio dell'emergenza.

Coronavirus, morto medico dei carceri di Brescia

La notizia della scomparsa è stata data dal sindacato di polizia penitenziaria. "È stato ricoverato, per alcune settimane, presso gli Spedali Civili di Brescia. Ha lottato come un guerriero contro un nemico invisibile e nonostante tutti gli sforzi dei sanitari per strapparlo alla morte, nelle ultime ore, la situazione clinica si era aggravata fino all'epilogo finale", ha spiegato il coordinatore regionale Fp Cgil polizia penitenziaria, Calogero Lo Presti. "Il dottor Salvatore Ingiulla, medico stimato per le sue capacità umane e professionali, persona di grande animo, sempre disponibile e sensibile, viene ricordato con commosso cordoglio dal personale di polizia penitenziaria, dei due istituti bresciani, che si stringe al dolore che ha colpito la famiglia".

Il saluto delle polizia penitenziaria: Riposa in pace "dottò"

"Sono addolorato perché ci hai lasciati sulla terra per un viaggio migliore. Lo fai in un momento dove ci vietano di darti l'ultimo saluto come avresti meritato – si legge in un messaggio di cordoglio firmato ‘un Assistente Capo Coordinatore di Polizia Penitenziaria' – Mi manca la tua voce, il tuo sorriso e i tuoi consigli. Mi manca il tuo ineguagliabile modo di essere. Non sei riuscito a sconfiggere nell'ultima battaglia il Covid-19 ma in cambio scolpisci la storia per la tua grande generosità. Voglio ricordarmi di te sempre e lo faccio con queste due brevi parole. Che riposi in pace dottò Ingiulla".