Francesco Saverio Borrelli (LaPresse)
in foto: Francesco Saverio Borrelli (LaPresse)

Arrivano le prime reazioni dopo la notizia della morte di Francesco Saverio Borrelli, magistrato simbolo di Tangentopoli che fu a capo del pool di "Mani pulite": "Era un capo che sapeva proteggere i suoi uomini, una persona che ha fatto la storia d'Italia", ha detto il procuratore capo di Milano Francesco Greco. Lo stesso magistrato ha poi fatto sapere che lunedì 22 luglio, al Tribunale di Milano, sarà allestita la camera ardente di Borrelli, aperta al pubblico. Un altro ricordo del magistrato napoletano, che però ha svolto quasi tutta la sua carriera tra i corridoi del Palazzo di giustizia milanese, è arrivato da uno degli uomini del pool da lui diretto negli anni Novanta, Gherardo Colombo: "Abbiamo lavorato tanto assieme, incarnava perfettamente l'idea del magistrato che svolge il suo lavoro nell'interesse di tutti, era una persona eccezionale", ha detto l'ex magistrato che è ora a capo del Comitato per la legalità, la trasparenza e l'efficienza della pubblica amministrazione del Comune di Milano.

Bobo Craxi: Guidò un colpo di Stato

Colombo, assieme ad Antonio Di Pietro, Gerardo D'Ambrosio, Piercamillo Davigo e Ilda Boccassini ha fatto parte di quel gruppo di magistrati che con la serie di inchieste denominate "Mani pulite" portarono alla fine della prima Repubblica, scoperchiando un sistema di tangenti finalizzate a finanziare i partiti e a inquinare il mondo politico e imprenditoriale italiano. Tangentopoli è stata una stagione della Repubblica italiana divisiva, vissuta con animo diametralmente diverso da chi lo interpretò come una lotta contro la corruzione e il sistema di potere incancrenito da decenni e chi invece si ritenne vittima della magistratura. E non è un caso allora se a commentare la scomparsa di Borrelli sia stata anche Stefania Craxi, figlia dell'ex leader socialista Bettino al quale proprio Borrelli inviò il primo avviso di garanzia: "Con Borrelli viene a mancare uno dei protagonisti principali di una stagione infausta della nostra storia repubblicana", ha detto la senatrice di Forza Italia, che però ha sottolineato come "a dispetto di molte comparse del tempo, compresi taluni suoi compagni magistrati assurti ad eroi e gettatasi nell'agone politico ed alla ricerca di incarichi pubblici, Borrelli, scelse con coerenza di vestire solo e sempre la toga e nei recenti anni, se pur sempre con reticenza ed omissioni, ebbe ad avanzare alcune riflessioni amare sugli effetti prodotti dalle inchieste di ‘Mani pulite'". Per Stefania Craxi "il tempo, come sempre, pronuncerà parole di verità. Ma la sua dipartita porta con sé molti segreti e molti ‘detto non detto' che, nonostante il lavoro della storia, resteranno probabilmente celati". Ancora più netto l'altro figlio di Bettino Craxi, Bobo: "Borrelli guidò un sovvertimento istituzionale da parte di un corpo dello Stato nei confronti di un altro. Non è una mia opinione personale, i giuristi lo chiamano colpo di Stato". Anche il faccendiere Luigi Bisignani, condannato definitivamente per l'inchiesta Enimont, la principale vicenda giudiziaria del periodo di Tangentopoli, ha ricordato il magistrato scomparso a 89 anni: "Borrelli rappresentava il volto nobile di Mani Pulite, ma ‘Resistere, resistere, resistere' (frase pronunciata da Borrelli nel 2002, ndr) è stato però uno slogan che alla magistratura non ha fatto onore".

Il sindaco Sala: La sua azione e il suo impegno esempio per Milano

L'azione del pool di Mani pulite ebbe come effetto tangibile a Milano quello di spazzare via la "vecchia" classe dirigente socialista, aprendo la strada al primo (e unico finora) sindaco della Lega della città, Marco Formentini. Paolo Pillitteri, ex primo cittadino di Milano tra il 1986 e il 1992 e condannato in via definitiva nell'ambito di Tangentopoli ha ricordato con l'espressione latina "Parce sepulto" (perdono al sepolto) l'ex magistrato: "Io avevo un buon rapporto con lui, istituzionale con rispetto reciproco, dato che ero sindaco. E un aspetto del Borrelli giudice era un certo distacco, pur restando attento, a differenza dei suoi magistrati e questo è qualcosa che lo fa ricordare in maniera professionale", ha detto Pillitteri. Anche l'attuale primo cittadino di Milano, Beppe Sala, ha voluto ricordare Francesco Saverio Borrelli: "Ha saputo dare risposte concrete al bisogno di giustizia e onestà in uno dei momenti più difficili del nostro Paese – ha scritto su Twitter -. La sua azione e il suo impegno resteranno per sempre un esempio che Milano, sua città adottiva, non dimenticherà".