Era stato accusato di lesioni colpose per aver ferito un motociclista durante un incidente stradale nel quale è rimasto coinvolto con la sua auto. Per questo Mario P, 91enne di San Rocco, nel Monzese ha deciso di "mettersi alla prova" così come previsto dalla legge italiana decidendo di svolgere un'attività di volontariato presso una cooperativa. Una scelta volontaria appunto che permetterà così all'uomo di lasciare intatta la propria fedina penale e di redimersi nei confronti della società e della vittima in un altro modo.

L'incidente e il procedimento penale

Mario lo scorso maggio è rimasto coinvolto in un incidente stradale nel suo quartiere dove la sua auto ha colpito lo scooter guidato da un uomo: il motociclista dopo essere caduto a causa dell'impatto ha riportato la rottura della clavicola, ma nessun danno fisico ulteriore e per fortuna si è ripreso non molto dopo l'incidente. Sinistro dal quale è nata però la vicenda processuale e dunque le successive accuse: un procedimento che Mario non ha mai accettato a causa del suo profondo senso di responsabilità e rispetto verso gli altri e la società, così come non avrebbe mai accettato di sporcare la propria fedina penale a 90 anni. Per questo insieme con il suo legale, l'avvocato Luigi Peronetti, è giunto alla decisione chiedere la sospensione del processo attraverso proprio l'istituto della messa alla prova: una pratica prevista dalla legge per i reati sotto una certa soglia a favore delle persone incensurate.

Farà volontariato in una cooperativa

Mario P. a 91 anni dopo una vita dedicata al rispetto di determinati valori, così come al rispetto verso gli altri, al lavoro e alla famiglia, estinguerà la propria pena prestando servizio come volontario in una cooperativa, vicina al proprio paese e che si è detta disponibile: il tutto compatibilmente con le sue condizioni fisiche e mentali, seppur ottimali.