(Immagine di repertorio)
in foto: (Immagine di repertorio)

Un allevatore bergamasco denunciato otto anni fa per episodi di violenza nei confronti di sette cani. Gli animali sequestrati e affidati a nuovi padroni, nominati dall'Ente nazionale per la protezione degli animali (Enpa). Un processo infinito che tra lungaggini e cambi di giudice si è concluso con il proscioglimento per prescrizione dei reati di truffa e maltrattamento su animali. Ora la beffa per le famiglie adottive che rischiano di dover restituire i cani, arrivati da cuccioli e cresciuti insieme a loro. Una vicenda paradossale, raccontata oggi dal Corriere della Sera, che rischia di dividere famiglie e animali, ormai da anni affezionati ai nuovi proprietari cui sono stati destinati. Adesso rischiano di dover far ritorno a casa dal 62enne accusato di maltrattamento. Non essendoci stata una condanna, non può essere eseguita la confisca e per questo l'uomo è ancora considerato il legittimo proprietario degli animali.

La prescrizione e il ricorso di Enpa

Il processo nei confronti dell'allevatore bergamasco accusato di maltrattamento ai danni dei suoi cani si è concluso con il proscioglimento per prescrizione. A provocare questo epilogo sono state sopratutto le lungaggini del corso del processo, dovute anche a un cambio di giudice in corso d'opera. Il processo non è nemmeno mai entrato nel vivo: l’istruttoria e l’audizione dei testimoni non si sono svolte come da prassi. Alla fine l'allevatore è stato prosciolto definitivamente dalle accuse di truffa e maltrattamento su animali, ma l'Enpa è intenzionata a presentare un ricorso al tribunale del riesame per tornare a fare chiarezza sulla vicenda. Chi ci rimetterà di più da tutta questa situazione sono i proprietari a cui sono stati assegnati i cani confiscati all'allevatore, saranno costretti a cedere un pezzo della loro famiglia proprio a chi era accusato di aver fatto loro del male quando ancora erano cuccioli.