Monza, giro di tangenti per la gestione dei rifiuti: 28 condanne

Si è chiusa lunedì mattina con 28 condanne e beni confiscati per un totale di 14 milioni di euro la prima tranche del processo Clean city. Si tratta dell’indagine condotta da Procura di Monza e Guardia di Finanza, che ha svelato un giro di tangenti milionario attorno agli appalti per la gestione dei rifiuti del comuni di Monza, Pioltello, Cologno Monzese, e altri ancora. Davanti al giudice per l'udienza preliminare Rosaria Pastore, del tribunale di Monza, sono stati molti gli imputati ad aver chiesto e ottenuto il patteggiamento, come l'imprenditore monzese Giancarlo Sangalli – titolare dell'omonima ditta di servizi ambientali al centro dell'inchiesta – e i suoi tre figli. Alla famiglia Sangalli sono stati sequestrati beni per un valore di più di 10 milioni di euro, valore corrispondente "al prezzo e al profitto dei reati contestati".
Condannato l'ex sindaco Pd di Pioltello
In questo filone dell'inchiesta erano coinvolti anche l'ex sindaco di Pioltello Antonio Concas, del Pd, condannato con rito abbreviato a due anni, l’ex assessore all’Ambiente del Comune di Monza Giovanni Antonicelli, che ha patteggiato 3 anni, l’ex consigliere provinciale di Monza e Brianza Daniele Petrucci (che ha patteggiato un anno e 10 mesi) e l’ex capogruppo Udc al consiglio comunale di Milano Pasquale Salvatore, anche lui condannato a 2 anni. L'ex sindaco COncas ha già affermato che ricorrerà in appello, possibilità naturalmente aperta per tutti quelli che non hanno patteggiato. "Il mio rammarico è aver fatto parlare della nostra città in questo modo e in questo contesto, città per la quale ho lavorato per anni con dedizione e passione – ha detto Concas al Corriere -. Mi viene riconosciuto di non aver commesso atti contrari ai miei doveri di ufficio e che non vi è stata corruzione propria. Non mi fermerò".