Botte, violenza sessuale e persecuzioni del marito alla ex moglie. Torture da parte del nonno nei confronti del nipotino di cinque anni. Vittime degli orrori sono una donna di 30 anni residente in Brianza, che si era separata da qualche mese dal coniuge con cui aveva avuto due figli e che aveva già denunciato, e il suo bimbo di cinque anni che, nel luglio del 2015, le ha raccontato che i segni sul suo corpo erano bruciature di sigaretta inferte dal nonno. Padre e figlio, a quattro anni dalla vicenda, ricostruita dal quotidiano Il Giorno, sono a processo al Tribunale di Monza.

Chiesti 8 anni per l'ex marito e 10 mesi per il nonno

Il pubblico ministero della Procura di Monza Carlo Cinque ha chiesto pene esemplari per gli imputati: otto anni di reclusione per l’ex marito e dieci mesi per lesioni personali aggravate per il nonno. La mamma del bimbo si è costituita parte civile e ha chiesto il risarcimento dei danni, anche a nomi del figlio.

Le accuse riguardano atti persecutori iniziati nell'aprile del 2015, dopo la separazione della coppia. La donna ha denunciato di aver ricevuto messaggi minacciosi e insulti, foto hard e ha detto di essere stata vittima di una violenza sessuale e di un pestaggio circa un mese dopo. Ai presunti maltrattamenti nei confronti della 30enne si aggiungono le ustioni agli arti del bambino, per cui è imputato il nonno. Dopo i fatti sono intervenuti i servizi sociali che hanno preso in carico i due figli.

Gli imputati negano ogni responsabilità

Gli imputati negano tutte le accuse. Le bruciature sul corpo del bimbo sarebbero, secondo la difesa, solo una reazione a punture di zanzara. Sulla violenza sessuali e le botte i legali dei due uomini a processo hanno replicato che la coppia aveva ancora incontri sessuali anche dopo la separazione. La sentenza è attesa per l’8 luglio.