Monza, arrestato curatore fallimentare: spendeva i soldi delle società da salvare in prostitute

Un commercialista di Monza è finito in manette con l'accusa di peculato, per aver sottratto indebitamente fondi ad alcune società che avrebbe dovuto salvare dal fallimento. Secondo quanto riporta Repubblica, infatti, l'uomo fino al maggio di quest'anno è stato curatore fallimentare presso il tribunale di Monza. Incarico revocato perché il tribunale si è accorto di alcune anomalie su alcuni mandati di pagamento, e ha inoltrato una segnalazione alla Procura della Repubblica che ha aperto un'indagine a suo carico.
Le indagini hanno appurato che il commercialista, piuttosto noto in città, per anni avrebbe sottratto soldi alle società che avrebbe dovuto traghettare fuori dallo stato di crisi, attraverso un semplice meccanismo. Dopo aver ottenuto dal giudice l'autorizzazione a effettuare pagamenti, l'uomo si faceva emettere i mandati dalla cancelleria del tribunale. Poi, però, falsificava l'esemplare inviato alla banca, aggiungendo all'importo autorizzato altre cifre. Con questo meccanismo l'uomo avrebbe truffato almeno cinque società sulle venti che gli sono state affidate negli ultimi anni, accumulando sul suo conto circa un milione di euro. Soldi che il professionista ha poi "investito" in auto e prostitute, oltre che in affari immobiliari andati male.
Sequestrati i beni
A mettere fine alle attività illecite del commercialista, venerdì scorso, sono stati gli uomini della guardia di finanza di Monza, guidati dal colonnello Mario Salerno. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Walter Mapelli, hanno permesso di appurare che nelle disponibilità dell'uomo c'erano una società immobiliare, oltre a un immobile con cinque appartamenti e tre box a Milano. Beni tutti sequestrati e affidati dal tribunale a un amministratore, che cercherà adesso di recuperare il milione di euro sottratto alle società.