"Oggi militari e carabinieri si sono presentati all'assemblea dei lavoratori della Brt di Sedriano. Avete letto bene: i militari! Lo avevano già fatto lunedì scorso. I lavoratori della Brt a Sedriano sono in sciopero contro il mancato rispetto del protocollo di accordo firmato con l’azienda solo pochi giorni prima". Così su Facebook la pagina ufficiale del Partito della Rifondazione Comunista che critica aspramente la presenza dei carabinieri in un presidio pacifico organizzato dagli operai in stato di agitazione.

Piccin: Atto intimidatorio dell'azienda

Nel suo post sul social network, il responsabile pace di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Gregorio Piccin, scrive che "l’azienda ha chiamato a scopo intimidatorio i carabinieri con i quali è intervenuto anche personale dell’Esercito". A detta di Piccin, "si tratta evidentemente di un gravissimo precedente in quanto risulta essere il primo “contatto” tra proteste operaie ed Esercito da tempi immemorabili". Nella sua denuncia pubblica, il responsabile pace di Rifondazione si rifà ad un concetto che da qualche periodo ormai non si sentiva più, quello di "militarizzazione dell'ordine pubblico", che a suo dire è cominciata "con l'operazione Strade Sicure e starebbe subendo una "preoccupante accelerazione".

Rifondazione: Militari lontani dalle vertenze sindacali

Piccin continua il post asserendo che "la disinvoltura con cui si utilizzano migliaia di soldati per le strade con funzioni repressive e la corsia preferenziale ad essi riservata nei concorsi pubblici anche in Polizia rappresenta una pesante involuzione a livello democratico e costituzionale che si somma alla già grave consuetudine di considerare le lotte come questioni di ordine pubblico da risolvere con l’intervento di polizia e carabinieri". Allora, il focus torna sulla protesta dei lavoratori della Brt di Sedriano (in provincia di Milano) che, come detto, sono in sciopero da alcuni giorni: "Solidarietà al SiCobas e ai lavoratori", aggiunge Piccin, invitando i soldati ad uscire "dalle caserme senza manganelli, pistole e fucili d’assalto esclusivamente a supporto delle attività della Protezione Civile nelle situazioni di crisi ambientale o sanitaria. E soprattutto i militari siano tenuti lontani dalle vertenze sindacali".