Milano, venerdì 31 luglio sciopero dei dipendenti McDonald’s in tutta la città
Dopo la chiusura dello storico McDonald's di piazza San Babila a Milano e il licenziamento di 4 lavoratori, i dipendenti degli altri locali milanesi della multinazionale statunitense hanno proclamato, per venerdì 31 luglio, uno sciopero di solidarietà. L'agitazione è stata indetta dalle sigle sindacali Uiltucs, Filcams e Fisascat, che hanno preannunciato per venerdì l'astensione lavorativa per un'ora durante la fascia della pausa pranzo, organizzando delle assemblee.
Venerdì 31 luglio sciopero dei dipendenti McDonald's di tutta Milano
Tutto nasce dall'improvvisa chiusura del McDonald's di piazza San Babila – il primo fast-food aperto a Milano, sotto l'insegna di Burghy – dello scorso 19 luglio. Alcuni delegati dell'azienda, secondo i sindacati, comunicarono improvvisamente la notizia ai lavoratori facendo loro firmare il trasferimento in altre sedi. L'azienda ha precisato che la chiusura è stata dovuto al mancato rinnovo del contratto d'affitto con il proprietario dell'immobile, ma che comunque la chiusura non avrebbe avuto ripercussioni a livello occupazionale. Così non è stato, secondo i sindacati: quattro persone, delegate sindacali, hanno perso il loro posto di lavoro perché "il loro ruolo risulta incompatibile con l’organizzazione aziendale".
Nei giorni seguenti alla chiusura l'azienda si è resa irreperibile. Un incontro tenutosi martedì è finito in un nulla di fatto: da una parte i sindacati chiedevano chiarimenti su licenziamenti e trasferimenti, dall'altro l'azienda ha ribadito la correttezza del suo operato. Si è così arrivati alla decisione di proclamare lo sciopero: una nuova agitazione, dopo quella improvvisa dello scorso maggio proprio a San Babila, che però secondo le sigle sindacali potrebbe essere osteggiata dai vertici dell'azienda, che avrebbero "intimato al sindacato e ai dipendenti di non procedere con le assemblee": atteggiamento che non trova conferme da parte dell'azienda.