Una condanna definitiva a 26 anni di carcere per 12 diversi campi di imputazione, annullata per un cavillo burocratico, un difetto di notifica nello specifico. Per questo il narcotrafficante Pasquale Locatelli, conosciuto col nome di Mario di Madrid, condannato nel 2012 ed estradato in Italia nel 2015 potrebbe tornare libero. La sentenza di quasi sette anni fa è stata infatti impugnata dall'avvocato dell'uomo, il siciliano Vito Felici, che aveva fatto ricordo ricorso per un incidente di esecuzione: l'uomo infatti sosteneva che il suo assistito, Locatelli, che al tempo della sentenza era latitante in Spagna non era stato informato del processo in corso in Italia e per questo non aveva avuto la possibilità di difendersi. Il ricorso era però stato respinto dal tribunale di Milano.

Locatelli per il momento resta in carcere

Così l'avvocato ha presentato il ricorso in Cassazione, ottenendo anche qui un nulla di fatto. Infine Felici ha fatto ricorso in Corte d'appello sottolineando come ci sia stato un "difetto di notifica della citazione a giudizio in primo grado e anche della sentenza d’appello in contumacia". Questa volta il ricorso è stato accettato e così tre processi, in primo, secondo e terzo grado sono stati annullati. Ciò nonostante Locatelli che, oltre a essere responsabile della vendita di tonnellate di droga in mezza Europa, dalla Costa Azzurra a Milano, è stato definito "persona con numerosi e rilevanti precedenti, senza soluzione di continuità dal 1975", rimane in carcere, almeno per il momento grazie a una sentenza definitiva, a 11 anni, del tribunale di Napoli. "Il processo a Milano si rifarà a partire da marzo ma adesso deve essere liberato – spiegato l'avvocato di Locatelli – era stato estradato sulla base della condanna a 26 anni, che è stata annullata. E comunque, anche sul verdetto di Napoli chiederemo l’inefficacia".