Milano, tumulato al cimitero Monumentale Enzo Baldoni, giornalista ucciso in Iraq nel 2004

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Lo spoglie di Enzo Baldoni, giornalista ucciso in Iraq nel 2004 riposeranno al cimitero Monumentale di Milano: questa mattina si è tenuta una cerimonia alla presenza di amici e famigliari e del presidente del Consiglio comunale, Lamberto Bertolè che ha ricordato Baldoni come uomo di pace che “credeva fortemente nel giornalismo libero e di inchiesta come strumento fondamentale per promuovere libertà e democrazia”.

Sono state tumulate questa mattina presso il Cimitero Monumentale di Milano le spoglie di Enzo Baldoni, giornalista free lance, docente di comunicazione e volontario rapito e poi ucciso in Iraq nel 2004. Alla presenza della famiglia e degli amici è stata celebrata una breve e sentita cerimonia alla quale ha preso parte in rappresentanza del Comune, il presidente del Consiglio comunale, Lamberto Bertolè: "Baldoni era un uomo di pace che credeva fortemente nel giornalismo libero e di inchiesta come strumento fondamentale per promuovere libertà e democrazia – le parole di Bertolè – per i milanesi oggi Baldoni è una stella luminosa che infonde coraggio e determinazione nel poter cambiare le cose, come lui fece in prima persona raccontando la guerra e denunciando le tragedie che da essa derivano. Milano oggi fa un altro passo per onorare un uomo che ha dato così tanto a tutti noi".

L'uccisione in Iraq e il ritorno in Italia

Enzo Baldoni fu ucciso il 26 agosto 2004, o almeno così è stato ipotizzato, all'età di 56 anni: purtroppo nonostante siano passati 16 anni alla sua morte non è chiaro cosa sia accaduto nelle ultime ore di vita del giornalista, barbaramente ucciso dai ribelli islamici dopo essere stato rapito. Il suo corpo è risultato disperso fino al 2010 quando finalmente fu trovato e riportato in Italia dall'Iraq per poi essere sepolto in Umbria nel paese d'origine del padre e dei fratelli. Ora i figli hanno deciso di riportarlo a Milano, città che lo aveva adottato e che lui amava: "Papà era un topo di campagna e aveva studiato agraria ma con il giornalismo era diventato cosmopolita – raccontano i figli Gabriella e Guido – si era innamorato di Milano e si era trasformato in topo di città, non riusciva a stare per troppo tempo lontano da Milano".

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