La High Line a New York (Archivio Getty images)
in foto: La High Line a New York (Archivio Getty images)

La High Line di New York, parco lineare realizzato su un tratto sopraelevato di una ferrovia in disuso, è da tempo nei sogni di molti milanesi. Se n'era parlato in occasione della riqualificazione della zona Portello dopo il no allo stadio del Milan, se ne riparla adesso per immaginare una nuova destinazione d'uso per il cavalcavia Monteceneri-Serra che sorge su un tratto della circonvallazione milanese nella zona Ovest della città. Una struttura costruita tra i palazzi (con tutte le controindicazioni del caso in termini di inquinamento acustico e ambientale), concepita alla fine degli anni Cinquanta per snellire il traffico: una struttura che, dinanzi anche alla volontà della giunta Sala che punta a disincentivare l'utilizzo delle auto in favore della cosiddetta "mobilità dolce", appare ora anacronistica.

Ieri il Consiglio comunale di Milano ha approvato un ordine del giorno, primo firmatario il consigliere del Pd Alessandro Giungi, che chiede di eliminare le auto dal cavalcavia rendendolo percorribile solo dai pedoni e dai ciclisti. L'odg approvato chiede anche all'Agenzia mobilità ambiente e territorio (Amat) di realizzare uno studio sul traffico nel tratto interessato dal provvedimento. Si tratterebbe di un primo passo verso la realizzazione di un parco lineare sul modello proprio della High line newyorkese. Una prima proposta in tal senso era stata avanzata dal consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico mediante la presentazione di un emendamento al Pums (il Piano urbano della mobilità sostenibile). Lo stesso De Chirico è però intervenuto dopo l'approvazione dell'ordine del giorno, affermando: "Chiudere al traffico privato il ponte della Ghisolfa? Prima il Comune deve far realizzare uno studio sulla viabilità per capire i flussi di traffico ed eventuali alternative viabilistiche, che sicuramente verranno realizzate sulle GFU Bovisa e Farini. Milano non è ancora pronta a una highline in stile newyorkese, ma per migliorare la qualità del manufatto, sia in termini ambientali che di decoro, sì".