La statua di Indro Montanelli vandalizzata (foto Fanpage.it)
in foto: La statua di Indro Montanelli vandalizzata (foto Fanpage.it)

Si indaga per dare volto e nome agli autori dell'atto vandalico perpetrato ai danni della statua di Indro Montanelli a Milano nella serata di sabato 13 giugno. La procura di Milano aprirà per questo un fascicolo per imbrattamento a carico di ignoti: sulla statua ricoperta di vernice rossa è stata lasciata anche le scritta "razzista e stupratore" sulla base. Intanto la Digos ha iniziato ad analizzare i filmati delle telecamere di videosorveglianza per tentare di individuare gli autore del gesto, mentre le indagini si dirigono verso i collettivi studenteschi.

I sentinelli di Milano: il dibattito distorto dalla violenza verbale

Sul tema sono intervenuti anche i Sentinelli di Milano che per primi qualche giorno fa avevano chiesto la rimozione della statua di Montanelli dal parco sito in zona Porta Venezia a lui dedicato: gli attivisti milanesi hanno confermato la propria richiesta sottolineando come il dibattito sia stato "distorto" dalla "violenza verbale": "La nostra proposta civile, fatta alla luce del sole per permettere una discussione pubblica, non contemplava altro. Piuttosto la violenza verbale che ci ha voluto descrivere come dei talebani, ha portato il dibattito su un livello volutamente distorto – hanno scritto in un lungo post Facebook – noi la lettera mandata a Sindaco e Consiglio comunale la rifaremmo anche ora. Perché non c'è nessuna violenza nell'esprimere il proprio pensiero in modo trasparente. Quel parco di Milano deve liberarsi di un nome che non fa onore alla nostra città".

Sala: La statua di Montanelli deve rimanere lì

Sul tema è intervenuto anche i sindaco di Milano Beppe Sala che attraverso un video ha spiegato: "Io penso che la statua di Montanelli debba rimanere lì, ciò nondimento sono disponibile a qualunque confronto sul tema del razzismo e sul tema di Montanelli. Quando volete – ha spiegato il primo cittadino – noi quando giudichiamo le nostre vite possiamo dire la nostra è senza macchie, senza cose che non rifarei? Io metto le mani avanti, la mia vita no, ho fatto errori e cose che vorrei non aver fatto. Ma le vite vanno giudicate nella loro complessità. Per tutti questi motivi penso che la statua debba rimanere lì".

Unanime la condanna del mondo politico: "L'atto vandalico è sempre intrinsecamente e culturalmente squadrista. Compiuto nell'anonimato, di nascosto, oltraggiando spazi e beni pubblici, portando violenza – il commento dell'assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno sul suo profilo Facebook – non è difficile: democratico è chi manifesta il proprio pensiero con coraggio e rispetto, a fronte alta; il vandalo è propriamente, e tecnicamente, uno squadrista".