Sgombero centro sociale Lambretta (foto dalla pagina Facebook Milano in Movimento)
in foto: Sgombero centro sociale Lambretta (foto dalla pagina Facebook Milano in Movimento)

Operazione della polizia di Stato questa mattina a Milano. Gli agenti della questura hanno sgomberato il centro sociale Lambretta, che dal 10 febbraio 2017 si trovava all'interno di un edificio occupato in via Val Bogna, in zona Calvairate. Lo sgombero è stato coordinato dal questore Marcello Cardona ed è stato effettuato per procedere con il sequestro preventivo dell'immobile, emesso dal tribunale di Milano. La questura spiega che lo sgombero è stato disposto per "porre fine a una situazione di illegalità, non unicamente riferita all'occupazione dell'area": pare infatti che i residenti abbiano sollecitato più volte l'intervento delle forze dell'ordine per diverse criticità riscontrate. Diverso invece il parere degli ambienti antagonisti. Secondo il sito "Milano in Movimento" lo sgombero ha motivazioni anche politiche: "Per chi si mette contro la Lega il Ministro degli interni non bada a spese", scrivono, sottolineando poi come in molti casi le modalità e la tempistica delle operazioni siano state sempre le stesse: "Gli sgomberi estivi mattutini continuano, sono iniziati due anni fa. Prima è toccato al Collettivo Zam in Santa Croce e al Lambretta di Ferravilla nel 2014, poi a Zip nel 2016, e l’anno scorso a LUME – Laboratorio Universitario MEtropolitano. Quest’anno la modalità non cambia, un mese fa hanno sgomberato ancora Zip e ora al Lambretta nel 2018".

La vicesindaco Scavuzzo: Cittadini esasperati

Sullo sgombero è arrivata anche una dichiarazione della vicesindaco di Milano, Anna Scavuzzo: "Ringrazio donne e uomini di forze dell'ordine e Polizia locale che questa mattina sono intervenuti con professionalità ed efficacia per restituire ai legittimi proprietari l’immobile occupato lo scorso anno dai ragazzi del Centro Sociale Lambretta – ha detto la Scavuzzo, titolare anche delle deleghe alla Sicurezza – Un'azione congiunta e coordinata che dà risposta alle innumerevoli richieste da parte dei cittadini del quartiere esasperati per il rumore e la confusione provocata dalle feste e dai ritrovi notturni in strada. La proprietà, legittimamente, chiedeva di tornare in possesso dell’immobile e così è stato, anche per permettere l'avvio al più presto dei lavori di ristrutturazione dello stabile che tornerà a nuova vita a breve".