Milano, sferrarono pugno in faccia a 17enne procurandogli danno permanente: 3 minorenni in comunità

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(Immagine di repertorio)
Nel settembre del 2019 hanno pestato un ragazzo di 17 anni all’uscita da scuola sferrandogli un pugno al volto che ha provocato alla vittima danni permanenti e una prognosi di oltre 40 giorni. Per questo gli autori di quell’aggressione, tre minorenni di età compresa tra i 16 e i 17 anni sono stati collocati in una comunità dal tribunale dei minori di Milano.

Sono stati collocati in una comunità i tre ragazzi, tutti minorenni all'epoca dei fatti, di età compresa tra i 16 e i 17 anni, che lo scorso 17 settembre aggredirono un loro coetaneo picchiandolo e sferrandogli un pugno in pieno viso in maniera così brutale da provocargli la deformazione permanente del volto.

Il volto deformato in maniera permanente dal pestaggio

Il tribunale per i minorenni di Milano li ha ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione aggravata in concorso, lesioni personali gravi e cessione di sostanze stupefacenti e per questo ha emesso un esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in comunità per tutti e tre. A denunciarli nel gennaio del 2020, insieme ad altri due italiani maggiorenni, i carabinieri della compagnia Porta Monforte dopo aver accertato i fatti avvenuti il 17 settembre del 2019: quel giorni i tre ragazzi hanno avvicinato un loro coetaneo mentre si trovava fuori dalla scuola, da lui frequentata, e, dopo averlo accerchiato, schiaffeggiato e tenuto per le braccia, hanno bloccato ogni via di fuga e gli hanno sferrato un violento pugno al volto, provocandogli una frattura con prognosi superiore a 40 giorni e la deformazione permanente del viso.

Il pestaggio forse per un presunto debito di droga

Durante le indagini è emerso che il più piccolo dei tre minorenni, aveva venduto 10 grammi di hashish alla vittima del pestaggio per poi contattarlo telefonicamente nei giorni successivi, nello specifico il 19 e il 23 settembre minacciandolo per avere i soldi della sostanza stupefacente. I tre minorenni sono stati collocati in tre comunità educative tra la provincia di Milano e quella di Brescia.

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