Un sequestro durante un normale controllo ha portato all'arresto di un pusher 21enne e a una singolare scoperta. È accaduto a Milano nella serata di mercoledì quando gli agenti del commissariato di Sempione si sono recati a casa di un 40enne, appena uscito da San Vittore e ora agli domiciliari per un controllo di iniziativa: una volta giunti nell'appartamento dell'uomo, in via Valtellina, lo hanno trovato in compagnia della madre, della fidanzata e di una persona che si è presentata come cugino del pregiudicato. Ed è stato proprio il 21enne ad attirare l'attenzione degli agenti che hanno notato il suo fare sospetto oltre a un rigonfiamento nei pantaloni e, spiegano i poliziotti, a "un rumore di plastica a ogni minimo movimento del soggetto". Interrogato il giovane confessa: sta nascondendo un panetto di quasi 150 grammi di cocaina nei pantaloni che gli agenti sequestrano immediatamente: dai controllo emerge che il 21enne ha precedenti per rapina, compiuta quando era ancora minorenne, rissa e furto. A questo punto spiega agli agenti di avere nel suo appartamento di via Casoretto altra droga.

Il pusher 21enne è stato arrestato e processato per direttissima

Con l'ausilio di altre pattuglie, gli agenti si recano in casa del giovane dove trovano altre cinque confezioni di droga, da 40 grammi l'una, e un panetto di hashish. Oltre a 175 euro in contanti e due bilancini di precisione utili a dividere in dosi la droga da vendere. Ed è sul panetto da 140 grammi che gli agenti riconoscono il volto del narcotrafficante Pablo Escobar accompagnato dalla frase: "Donde hay moto, carro, dinero y ropa de marca…", parole attribuite al colombiano. Il 21enne è stato immediatamente arrestato per detenzione ai fini di spaccio ed è stato processato per direttissima. Mentre l'uomo di 40 anni agli arresti domiciliari rischia a sua volta di tornare in carcere visto che tra le prescrizioni del giudice vi era anche quella di non frequentare pregiudicati: secondo quanto ricostruito dagli investigatori, è probabile che il pusher si fosse recato a casa del pregiudicato proprio per fornirgli della droga, visti i suoi noti problemi di tossicodipendenza.