Joshua Wong (Foto Getty)
in foto: Joshua Wong (Foto Getty)

Rischia di diventare un caso diplomatico l'invito all'attivista Joshua Wong, uno dei leader delle proteste pro-democrazia a Hong Kong, atteso a fine novembre alla Fondazione Feltrinelli di Milano per partecipare a un incontro.

Visita di Joshua Wong a Milano: l'ira del governo cinese

Il governo di Pechino ha alzato il tiro e si è espresso apertamente contro l'invito. "Ci opponiamo al tentativo di fornire piattaforme o di creare le condizioni per le attività indipendentiste di Hong Kong. Questa persona invitata da parte italiana è un attivista per l'indipendenza di Hong Kong". Ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang. Quello in Italia non è in realtà il primo viaggio all'estero di Wong, che era già stato a Berlino, venendo ricevuto dal ministro degli Esteri Heiko Maas, e a Washington, dove fu accolto al Congresso.  Nel nostro Paese, per il momento, Wong non ha in agenda alcun incontro con rappresentanti delle istituzioni.

La replica di Fondazione Feltinelli: A noi interessa il dialogo

"A noi interessa il dialogo. Noi non stiamo legittimando una parte politica né una modalità di fare politica. Vogliamo ascoltare e auspichiamo di poter sentire dalla viva voce di Joshua Wong la sua esperienza, le sue urgenze e la sua dinamica di prospettiva di coesistenza con il governo di Pechino", ha spiegato Massimiliano Tarantino, direttore della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, replicando alle accuse del ministero degli esteri cinese.