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La questione sollevata dall'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran circa il ruolo degli affitti brevi a Milano, ha scatenato un numero enorme di reazioni. A cercare di fare chiarezza, oggi – giovedì 20 febbraio -, è il sindaco di Milano Beppe Sala. Intercettato all'inaugurazione del Salone White Edizione Donna Febbraio 2020, il primo cittadino ha assicurato che "non esiste lontanamente l'idea di imporre qualcosa rispetto a regole che governano il libero mercato". Sala, però, ha altresì detto che esiste un'idea per "trovare delle formule anche collaborative per il tema degli affitti, molto importante oggi a Milano".

L'interrogativo di Maran: Possiamo ancora permetterci gli affitti brevi?

La domanda posta dall'assessore Maran, che si chiedeva "se possiamo ancora permettere di far affittare a turisti oltre 10mila alloggi, a prezzi molto alti, che potrebbero invece venire affittati a studenti e lavoratori", ha provocato polemiche in lungo e in largo. Da una parte gli studenti e i giovani in cerca di affitti sostenibili su Milano, dall'altra i proprietari di seconde e terze case che mettono a disposizione gli spazi delle suddette a turisti e persone in città per lavoro. Il sindaco Sala ha parlato anche del tanto discusso Airbnb, il maggiore sito per prenotare e offrire stanze per, generalmente, poco tempo: "Per questi fenomeni – ha detto il primo cittadino – non è che abbiamo una ricetta predefinita. Quello che so è che la maggior parte dei miei colleghi delle grandi città europee si stanno ponendo il problema. Il tema c’è: per cui nel rispetto delle regole e del libero mercato la politica deve cercare di trovare delle formule per dare degli indirizzi". Il problema del prezzo degli affitti a Milano non accenna a ridimensionarsi. Questo il sindaco lo sa, considerato che "dei ragazzi che mi scrivono, il 50 per cento lo fa per dirmi che fatica a trovare un appartamento in città".