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Sono passati due anni da quando Joe Ferrara è rimasto vittima di un incidente durante una partita di rugby che gli ha causato la perdita di un occhio: non un banale incidente, ma un gesto intenzionale di un avversario che secondo il suo racconto avrebbe infilato volontariamente il dito nel suo occhio con una violenza tale da provocargli una lesione permanente. A portare alla luce la vicenda il quotidiano IlGiorno che sottolinea come nonostante la denuncia e le successive indagini ad oggi non sia stato ancora trovato il responsabile e per questo la procura di Milano ha chiesto l'archiviazione del caso. Una decisione contro la quale l'atleta assistito dal suo legale Andrea Cavallo si è opposto e sulla quale sarà il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano Cristina Mannocci a pronunciarsi nei prossimi giorni.

La ditata gli ha fatto esplodere il bulbo oculare

Italiano di origini statunitensi, 48 anni, insegnante di inglese e padre di due figli, Joseph Ferrara, conosciuto da tutti come Joe, ha una forte passione per il rugby che pratica, anche a livello agonistico, tanto da giocare nella squadra milanese over 35 della Old Blacks Rugby. È giugno 2018 quando prende parte a un torneo organizzato dalla Amatori Union Rugby Club a Milano: ed è durante una partita che Ferrara rimane vittima dell'incidente. Secondo il suo racconto, dettagliatamente fornito alle forze dell'ordine durante la denuncia: "Il sottoscritto ha ricevuto una ditata talmente diretta, forte e improvvisa da fargli esplodere letteralmente il bulbo oculare", le parole di Ferrara che ha spiegato di essere stato colpito mentre era alle prese con un'azione d’attacco, prima di un placcaggio ma quando era ancora in piedi.

L'arbitro è stato denunciato per favoreggiamento

Un episodio gravissimo dalle conseguenze altrettanto gravi: nonostante le numerose operazioni infatti, l'ultima delle quali a Firenze, i medici non sono riusciti a ricostruire il bulbo danneggiato e Ferrara ha dovuto fare i conti con la "perdita definitiva ed irreversibile dell’occhio sinistro". Iniziano così anche le indagini che si concentrano prima sull'arbitro che non solo non avrebbe assistito alla scena ma non avrebbe collaborato in alcun modo nella ricerca del colpevole tanto da essere stato denunciato per favoreggiamento: "l'arbitro per ruolo e abilitazione di ufficiale di campo non poteva certo esimersi dalla ricerca del responsabile", poi virano sulle testimonianze dei presenti che latinano. Nessuno degli altri giocatori in campo ha visto nulla né sarebbe in grado di aiutare nella ricerca di indizi utili a individuare il responsabile. Le indagini sono dunque a un punto morto, da qui la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Giovanni Tarzia sulla quale il gip dovrà pronunciarsi tra qualche settimana.