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In occasione della Giornata mondiale contro l'Aids, che come ogni anno sarà celebrata il primo dicembre, l'ospedale San Raffaele di Milano, organizza tutta una serie di iniziative e incontri volti a sensibilizzare rispetto al virus dell'Hiv. Per la giornata di lunedì 2 dicembre è prevista una conferenza di aggiornamento rivolta ai medici, ai ricercatori e a tutto il personale sanitario. Un'occasione per fare chiarezza sull'attuale diffusione del virus dell'Hiv e su come evitare di contrarre la malattia. A proposito di prevenzione, sono stati pensati alcuni appuntamenti anche per la salute dei cittadini: nelle giornate di venerdì 29 novembre e lunedì 2 dicembre, chiunque sia interessato potrà effettuare il test rapido per l'Hiv. Venerdì sarà possibile sottoporsi all'esame dalle 12 alle 18 presso il punto prelievi dell'ospedale in via Spallanzani 15 di Milano, mentre lunedì 2 verranno messi a disposizione gli spazzi presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, in aula Paracelso dalle 14 alle 18.

Perché è importante il test?

La prevenzione è considerata l'arma principale per evitare la diffusione dell'Aids. È da 10 anni infatti che l'ospedale San Raffaele organizza l'Easy Test, il programma di offerta gratuita del test rapido per l’individuazione di anticorpi contro il virus Hiv. In Italia, stando agli ultimi dati raccolti sono state effettuate più di 2800 nuove diagnosi di infezione da Hiv, pari a 4,7 nuovi casi ogni 100mila residenti. Il numero è in calo rispetto al recente passato, dove i casi superavano quota tremila, quello che preoccupa è invece una crescita di incidenza nella popolazione giovanile tra i 15 e i 24 anni.

L'infettivologa Castagna: Non bisogna abbassare la guardia

Antonella Castagna – infettivologa presso l’Ospedale San Raffaele e docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele – spiega che: "Lo scenario è incoraggiante ma è purtroppo ancora lontano dalla significativa riduzione del numero di nuovi casi che tutti attendiamo. Non bisogna abbassare la guardia: vi sono segnali allarmanti sull’aumento delle infezioni in Paesi vicini, soprattutto nell’area dell’Europa dell’Est, dobbiamo far emergere anche in Italia il sommerso, dobbiamo affrontare la sfida dei ceppi di HIV resistenti ai farmaci, dobbiamo far fronte alle tante comorbidità che complicano la vita del paziente con infezione da Hiv".