30 Luglio 2019
18:55

Milano, minorenne rapinato in piazza Selinunte: era lì per un progetto scolastico sulle periferie

Un ragazzo di 16 anni di Milano è stato rapinato domenica scorsa in piazzale Selinunte da un gruppo di 15 giovani. Il ragazzino si trovava a San Siro per un progetto formativo scolastico, con l’obiettivo di sfatare alcuni dei luoghi comuni sulle periferie “difficili”. Nonostante l’episodio di cui è stato vittima il ragazzo non intende scoraggiarsi: “Era solo un gruppo di stupidi, sono il primo a dire che ci sia bisogno di combattere i pregiudizi e ne sono ancora convinto”.
A cura di Davide Arcuri
Il ragazzo rapinato alle prese con la sua videocamera
Il ragazzo rapinato alle prese con la sua videocamera

Federico, un nome di fantasia, è un ragazzo di 16 anni che domenica scorsa è stato rapinato a Milano in piazzale Selinunte. Federico fa il videomaker per hobby e si trovava nel quartiere San Siro per fare alcune riprese legate ad un progetto formativo della sua scuola. Ad un certo punto Federico e il suo amico, anche lui minorenne, finiscono le batterie del microfono e decidono di mettersi in cerca di un negozio di elettronica. Mentre si allontanano dal piazzale i due giovani vengono fermati da tre ragazzi descritti come di origini egiziane: "Cancella tutte le immagini o non ti facciamo andare via da qua". Con queste parole i tre ragazzi, poco più grandi di Federico, si presentano ai due minorenni. I due giovani videomaker non oppongono resistenza e decidono di cancellare all’istante il materiale appena girato.

Il branco: Adesso dateci i soldi

Dopo aver mantenuto la promessa, i due ragazzi cercano di allontanarsi del piazzale, ma in un attimo il gruppo si moltiplica e i molestatori diventano un gruppo di 15 persone. "Dammi 10 euro e potete andare via", chiede un componente del branco. Le richieste si fanno sempre più insistenti e uno dei rapinatori toglie dalle mani di Federico la costosa videocamera Canon 80D che con tanto sudore il ragazzo era riuscito a comprarsi. Federico pensa che l’unico modo per uscire da questa situazione sia assecondare il gruppo e decide quindi di consegnare tutti i soldi che ha in tasca: 8 euro lui e 10 euro del suo amico.

La rapina e l'aggressione

"Sono degli stupidi lasciali stare, ora andate via", dal branco spunta un ragazzo, più grande degli altri, che recupera i soldi appena estorti e li restituisce ai due malcapitati. “Ora andate, non tornate più”. Nonostante l’intervento di un componente più anziano del gruppo, gli altri ragazzi continuano a molestare i due giovani e ad insistere sempre di più. “Bello il borsello, cosa c’è dentro?” i ragazzi circondano i due e iniziano letteralmente a perquisirli in cerca di oggetti di valore. Federico cerca di essere disponibile, ma in realtà la cosa a cui tiene di più è la sua videocamera. Un ragazzino di circa 12 anni la prende e cerca di andarsene. Federico cerca di fermarlo e di tutta risposta riceve uno schiaffo in faccia che gli fa cadere gli occhiali a terra rompendoli.

Il ragazzo rapinato: Volevo sfatare i pregiudizi

Alla fine per evitare ulteriori violenze i due ragazzi decidono di andare via e chiamare i Carabinieri del comando di Bonola, dove hanno sporto denuncia (in foto). Alla fine di questa brutta giornata i due ragazzini vengono derubati della videocamera, di tutti i soldi, di un paio di cuffie e delle sigarette. Uno dei rapinatori è stato rintracciato e denunciato per concorso in rapina. La cosa più incredibile di questa storia è che Federico si trovava in quel piazzale di domenica pomeriggio per un progetto formativo. Lo scopo di questo progetto è quello di abbattere i luoghi comuni sulle periferie e il caso ha voluto che proprio Federico fosse vittima, insieme al suo amico, di una rapina. L'inconveniente non ha però scalfito più di tanto il suo modo di vedere le cose. Federico infatti ha già girato tutta Milano con la sua videocamera per documentare la vita di periferia e nonostante lo sfortunato episodio continuerà a farlo: "Era solo un gruppo di stupidi, sono il primo a dire che ci sia bisogno di sfatare i luoghi comuni e ne sono ancora convinto".

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